Frittata trippata
Negli ultimi anni sono stati messi in commercio diversi prodotti che simulano, nell’aspetto e nel gusto, alimenti di origine animale che i vegetariani e i vegani hanno scelto di non mangiare.
Ma anche prima, complice agli inizi anche la miseria che si trovava nel mondo contadino (nonostante che molti rimpiangano quei “bei tempi andati”) piatti che, senza essere vegetariani, non potevano essere mangiati. La trippa era tra questi prodotti – nonostante il rapporto diverso che la gente aveva con gli animali, soprattutto in campagna – la carne stava raramente sulle tavole.
Da qui il camuffamento della trippa preparata con la frittata in un sugo di pomodoro: la frittata tritata, appunto. Per questa ricetta servono solo uova e pomodoro (io aggiungo del Parmigiano), un piatto semplice che, come detto, sfamava a poco prezzo e, durante la Quaresima, permetteva di rispettare i precetti religiosi. Il piatto è diffuso soprattutto nel Centro Italia, toscani e laziali ne rivendicano l’origine (tanto non lo sapremo mai dove e quando è nato il piatto).
In casa mia quando ero piccino si mangiava spesso (poveri senza essere contadini) e da sempre anche adesso la preparo, scegliamo di mangiarla perché vegetariani (non è adatta ai vegani).
Un’ultima variante che ho inserito è quella di versare la frittata trippata su due belle fette di pane toscano… aspetto qualche secondo che il pane si “bagni” e poi gli si dà di forchetta.
Ingredienti per 2 persone Frittata
– 4 uova di galline allevate a terra
– 25 ml di latte (per chi non usa latte, va bene la bevanda all’avena)
– 20 g di Parmigiano grattugiato – 20 g di Parmigiano grattugiato
– noce moscata
– sale e pepe
– olio per la padella
Salsa di pomodoro
– 125 g di passata di pomodoro
– foglie di basilico
– olio (naturalmente extravergine d’oliva, ma ormai non se ne trova di altri tipi)
– aglio (come vi pare: lo mettete e lo togliete quando imbrunisce, oppure lo lasciate e poi frullate il tutto)
– sale (io uso solo il sale di Volterra)
– peperoncino per chi cerca sensazioni forti
Preparazione
Uova in un ciottolino con il latte o la bevanda all’avena, noce moscata, sale e pepe.
Sbattere bene e amalgamarci il Parmigiano (si trova anche un tipo di questo formaggio con caglio vegetale).
Olio in padella e versato il composto far cuocere come tutte le frittate.
Per la salsa di pomodoro, metti un giro d’olio in un tegamino e l’aglio (sbuccialo e togli l’anima, oppure schiaccialo “vestito”). Se vuoi rimuovere l’aglio una volta indorato va bene, ma se ti piace un sapore più deciso alla fine della cottura della salsa puoi frullare con un mixer da immersione.
Versa la passata di pomodoro e un po’ d’acqua.
Sala e pepa e, magari, anche un peperoncino non ci sta male.
Aggiungi qualche foglia di basilico a fine cottura.
Ed eccoci alla trippatura della frittata. Taglia a striscioline la frittata e mettila nel ciotola del sugo ben caldo. Fallo pochissimo prima di mangiare, perché la frittata altrimenti assorbe troppo sugo.
A questo punto impiatta versando il tutto sopra due belle fette di pane… qualche secondo per ammirare il capolavoro di piatto che hai cucinato e poi gnam gnam.

