Chiuso per 50 giorni un locale, operazione congiunta Polizia di Stato e Carabinieri

LIVORNO – Chiuso per 50 giorni un locale. Operazione congiunta Polizia di Stato e Carabinieri.


Il Questore di Livorno ha disposto, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, la sospensione per 50 giorni dell’attività di un locale del litorale livornese.

Un provvedimento che nasce dalla stretta collaborazione tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, a tutela della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini.

Tutto parte dalla notte del 12 settembre. Dopo una segnalazione al 112, i Carabinieri intervengono presso il locale e costatano gravi irregolarità nella gestione della sicurezza con un uso illegittimo della coazione fisica.

Lo stesso locale era già stato chiuso per quattro volte negli ultimi anni, per un totale di 70 giorni, sempre per gravi turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica. Provvedimenti che non hanno portato alla risoluzione dei problemi.

Per questo il Questore, valutato l’esito dell’attività conclusa dalla Divisione Polizia Amministrativa e sociale e la sussistenza di un concreto e attuale pericolo per l’ordine pubblico, ha deciso di andare oltre il termine ordinario di 15 giorni, disponendo la sospensione più lunga mai adottata per quel locale: 50 giorni.


La chiusura decorre dal giorno successivo alla notifica. Per tutta la durata dovrà restare affisso all’ingresso il cartello “ATTIVITA’ DI INTRATTENIMENTO PUBBLICO SOSPESA AI SENSI DELL’ART. 100 T.U.L.P.S. DAL QUESTORE DI LIVORNO”.


Un risultato frutto del lavoro sinergico tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, che conferma l’impegno quotidiano e coordinato delle Forze dell’Ordine per garantire locali sicuri e un divertimento sano sul territorio livornese.

DICHIARAZIONE DEL PREFETTO DI LIVORNO
GIANCARLO DIONISI

“Desidero esprimere il mio più sincero apprezzamento al Questore di Livorno e al Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri per l’importante attività svolta, che ha condotto all’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività del locale per cinquanta giorni.

È un risultato che testimonia, ancora una volta, l’attenzione, la professionalità e la determinazione con cui le Forze di Polizia operano quotidianamente a tutela della collettività.

Questa vicenda mi offre l’occasione per ribadire un principio al quale ho sempre attribuito particolare importanza: la sicurezza è un valore unitario, che non può essere circoscritto al solo contrasto della criminalità o alla tutela dell’ordine pubblico. Sicurezza significa, prima di tutto, protezione della persona e della sua incolumità, in ogni luogo e in ogni circostanza della vita quotidiana, compresi naturalmente i luoghi del divertimento e dello svago.

Proprio per questa ragione sono intervenuto personalmente, e in più occasioni, sulla situazione del locale di Calafuria, richiamando l’attenzione delle istituzioni competenti su alcune criticità che considero particolarmente delicate.

Mi riferisco soprattutto alla strettissima contiguità della struttura con la strada statale Aurelia, un’arteria caratterizzata da un traffico veicolare significativo, anche nelle ore notturne. Una situazione che impone la massima attenzione, soprattutto quando centinaia di giovani si ritrovano a frequentare il locale e, al termine delle serate, possono riversarsi all’esterno, talvolta in condizioni di ridotta lucidità anche per effetto dell’assunzione di alcol o di altre sostanze.

La sicurezza di un locale di pubblico spettacolo, infatti, non può esaurirsi nella verifica delle condizioni interne della struttura, ma deve necessariamente considerare anche ciò che accade immediatamente all’esterno, soprattutto nelle fasi di afflusso e di deflusso del pubblico.

È per questo che ho ripetutamente sollecitato la convocazione della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, affinché venissero approfonditi, nell’ambito delle rispettive competenze, tutti i profili di sicurezza, con particolare riguardo alle condizioni di evacuazione in caso di emergenza.

Ho ritenuto e continuo a ritenere essenziale che venga attentamente valutato anche lo scenario di un esodo improvviso e contemporaneo di centinaia di persone, determinato, ad esempio, da un incendio o da un altro evento critico. In una simile eventualità, non è sufficiente assicurare che le persone possano uscire rapidamente dal locale: occorre anche garantire che, una volta all’esterno, non si trovino esposte a pericoli altrettanto gravi, derivanti dalla vicinanza immediata di una strada ad alta percorrenza.

Si tratta di una preoccupazione che ho manifestato con continuità, nella convinzione che la prevenzione debba sempre precedere gli eventi e che la tutela della vita e dell’incolumità delle persone non possa ammettere sottovalutazioni.

Il divertimento, soprattutto quello dei più giovani, è un’espressione importante della vita sociale e deve poter essere vissuto liberamente, ma sempre all’interno di condizioni di sicurezza adeguate.

Il provvedimento adottato dal Questore, sulla base degli accertamenti svolti e della proficua collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, conferma quanto sia fondamentale un’azione di controllo attenta, costante e coordinata, capace di intervenire sulle diverse situazioni di rischio.

Desidero quindi rinnovare il mio ringraziamento alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e a tutte le donne e gli uomini delle Forze di Polizia per lo straordinario impegno che quotidianamente assicurano a tutela della nostra comunità.

La sicurezza delle persone, la salvaguardia della loro integrità fisica e il rispetto delle regole devono rimanere, sempre e senza eccezioni, al centro dell’azione di tutte le istituzioni.”