TOSCANA – La caccia è da sempre un terreno di acceso confronto, capace di dividere l’opinione pubblica tra visioni diametralmente opposte.
Da un lato i sostenitori dell’attività venatoria, come strumento necessario per il controllo selettivo della fauna. Dall’altro i contrari che ne chiedono il superamento per ragioni etiche e di tutela della biodiversità. Posizioni che si scontrano spesso in modo aspro, alimentando una dialettica complessa. È anche per questo motivo che è importante aggiornare periodicamente il Piano faunistico-venatorio regionale.
In questo contesto si inserisce anche 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚’ 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐚𝐫𝐞𝐞, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢. 𝐔𝐧’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢.
I 30 giorni per la richiesta decorreranno dalla pubblicazione del nuovo Piano sul BURT, il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, prevista tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre 2026. Gli interessati possono quindi iniziare a preparare la documentazione.
𝐋𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐚’ 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞:
1) I dati del proprietario o del conduttore del terreno;
2) I dati catastali delle aree interessate (fogli e particelle);
3) Le motivazioni della richiesta, ad esempio esigenze legate alla gestione del fondo, alla tutela di produzioni agricole, ad attività agrituristiche, alla sicurezza o ad altre specifiche necessità.
La richiesta dovrà essere indirizzata al Presidente della Giunta regionale della Toscana e presentata con modalità tracciabili, presumibilmente tramite PEC. Gli indirizzi e i modelli ufficiali saranno comunicati dalla Regione con la pubblicazione del Piano. La Regione dovrà esaminare le domande e pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento.
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