PNRR: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e digitale

PNRR e digitale

Di Debora Bertocci

Ovunque si parla di PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La digitalizzazione è uno dei pilastri più rilevanti del PNRR, che assegna al digitale circa 48 miliardi di euro, una percentuale più alta rispetto agli altri Paesi UE. Il PNRR non solo rappresenta l’occasione più significativa per innovare la Pubblica Amministrazione e le imprese italiane, ma definisce anche le basi di un nuovo modello di sviluppo fondato su infrastrutture tecnologiche condivise, interoperabilità dei dati e servizi pubblici digitali
avanzati.

Il Piano scade a giugno 2026 e, nonostante i progressi, resta da completare circa il 30% degli obiettivi digitali.

La maggior parte delle risorse è concentrata alla Missione1“Digitalizzazione,

Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo”. Tra gli interventi principali rientrano:
 migrazione al cloud pubblico,
 interoperabilità dei dati tramite Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND),
 potenziamento della cybersecurity,
 diffusione capillare di 5G e banda ultralarga,
 rafforzamento delle competenze digitali nei dipendenti pubblici.

Gli esperti dicono che il PNRR ha creato un nuovo ‘sistema operativo nazionale’, basato su infrastrutture solide e interoperabili. Ora, a fronte dei grandi investimenti effettuati, l’obiettivo è che essi generino un impatto duraturo, evitando che il progresso tecnico rimanga inespresso per mancanza di competenze, governance o strategia di lungo periodo.

Con la fase finale del Piano ormai vicina, la sfida è trasformare gli investimenti in risultati concreti, visibili e sostenibili: una PA più moderna, imprese più competitive e cittadini realmente al centro di servizi semplici, digitali e integrati.