Rossi: “Dire no ai Cpr significa sabotare consapevolmente l’azione dello Stato”

FIRENZE – “Le parole dell’assessore Nardini dimostrano ancora una volta quanto la sinistra toscana viva in una realtà parallela, lontana anni luce dai problemi concreti dei cittadini e dal lavoro quotidiano delle forze dell’ordine”. E’ quanto dichiara il deputato toscano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, commentando la presa di posizione dell’assessore della Regione Toscana contro i Centri di permanenza per i rimpatri.

“Dire no ai Cpr – incalza Rossi – significa sabotare consapevolmente l’azione dello Stato e lasciare senza strumenti le forze di polizia. Senza strutture adeguate al trattenimento e il rimpatrio, i decreti di espulsione rischiano di restare sulla carta e soggetti irregolari, spesso già noti alle forze dell’ordine, tornano liberamente in strada. Questo non è umanitarismo: è una scelta politica irresponsabile che produce insicurezza”.

“È inaccettabile – prosegue – continuare a descrivere i Cpr come luoghi di violazione dei diritti, ignorando volutamente che si tratta di strumenti previsti dalla legge e richiesti a gran voce proprio da chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. Evidentemente per la sinistra l’opinione delle forze dell’ordine vale solo quando è funzionale alla propaganda”.

“Altro che fallimento – sottolinea Rossi –: nei primi tre anni del Governo Meloni sono state messe in campo politiche serie e concrete sul fronte della sicurezza e del contrasto all’immigrazione clandestina. I dati ufficiali parlano chiaro: calo di circa il 57% degli sbarchi nel 2024 e nel 2025 rispetto al 2023, di circa il 30% rispetto al 2022 e un aumento del 55% dei rimpatri nel 2025. Numeri che certificano l’efficacia di una linea basata su controllo, legalità e rimpatri effettivi”.

“Chi oggi parla di politiche ‘disumane’ – attacca ancora il deputato di FDI – dovrebbe spiegare perché, grazie a questa strategia, anche i reati sono diminuiti. Un risultato ottenuto attraverso la presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio, nelle stazioni e negli ospedali, e l’utilizzo di strumenti innovativi come le ‘zone rosse’ e le operazioni ad alto impatto”.

“Il cosiddetto ‘modello toscano’ dell’accoglienza diffusa – conclude Fabrizo Rossi – è un totale fallimento e non può sostituire regole, controlli e rimpatri. Senza Cpr e senza una gestione rigorosa dell’immigrazione irregolare, si alimentano solo illegalità e insicurezza in tutte le città. La Regione Toscana smetta di fare ostruzionismo ideologico e inizi a collaborare con lo Stato: i cittadini chiedono sicurezza, non slogan e ideologia”.