“Ticciati e Tortolini, quando la politica scopre tardi i problemi che negava”

CAMPIGLIA MARITTIMA – Prima ridevano, oggi inseguono: Ticciati e Tortolini, quando la politica
scopre tardi i problemi che negava.

C’è un limite oltre il quale la narrazione non regge più. E quel limite è stato superato.

La Sindaca Ticciati continua a parlare di collaborazione, di condivisione, di attenzione al territorio. Poi però firma un accordo con la Sovrintendenza senza coinvolgere le minoranze, senza aprire un confronto vero, senza accettare suggerimenti o proposte. Questo non è spirito istituzionale: è
gestione chiusa del potere.

E fa ancora più impressione leggere oggi certe prese di posizione, quando solo pochi mesi fa quando sollevavo questi problemi venivo trattato con sufficienza.
Con Cambiamo Futuro sono stato fra i primi a denunciare con chiarezza il rischio di una trasformazione pesante e irreversibile della Val di Cornia.

L’ho fatto pubblicamente, negli incontri, mettendoci la faccia. E in quelle occasioni la risposta della Sindaca Ticciati e di Tortolini è stata una sola: sorrisi, ironia, atteggiamenti di scherno. Come se stessi esagerando,
come se stessi “urlando alla luna”.

Oggi, improvvisamente, scoprono il problema. O meglio: iniziano a rincorrerlo, nel tentativo evidente di dimostrare che anche loro sono attenti e sensibili. Ma la realtà è che mentre si costruisce questa
narrazione, si firmano accordi che vanno nella direzione opposta.

Un accordo che parla genericamente di “paesaggio agrario”, restringendo il campo in modo incomprensibile. Perché il turismo non è una risorsa? Perché la qualità della vita non è una priorità?

Perché la salute dei cittadini viene completamente ignorata?

È evidente che alcuni temi non rientrano direttamente nelle competenze della Sovrintendenza. Ma proprio per questo spettava alla Sindaca avere il coraggio politico di portarli dentro la discussione. Non farlo non è una svista: è una scelta.

E poi c’è il punto più grave: il linguaggio utilizzato. Nell’accordo si parla di “conversione energetica” e “fonti rinnovabili”, ma non si ha il coraggio di scrivere nero su bianco eolico e fotovoltaico.

Perché? Perché dirlo chiaramente significherebbe assumersi la responsabilità di spiegare ai cittadini cosa sta davvero per accadere.

Decine di pale eoliche.
Distese di pannelli fotovoltaici grandi come dozzine di campi da calcio.
Un impatto che rischia di cambiare per sempre, drasticamente, il volto della Val di Cornia.

E allora basta con le mezze parole e con la politica fatta di comunicati rassicuranti. Perché con questo scenario parlare di turismo diventa pura
propaganda. Così come diventa irresponsabile ignorare le possibili ricadute
su salute, agricoltura, occupazione ed identità del territorio.

Ancora una volta, mentre qualcuno rideva, noi ponevamo il problema. Oggi che il problema è evidente, gli stessi che lo minimizzavano cercano di
inseguirlo.

Cosa difende Tortolini? Quali aziende potranno mai avere problemi di espansione all’ombra delle pale eoliche o circondate da campi di pannelli
fotovoltaici? Quali strutture ricettive o turistiche sopravviveranno ad una distesa di impianti?

La differenza è tutta qui: c’è chi prova a governare il futuro e chi arriva sempre dopo, cercando di recuperare credibilità con linguaggio da politici,
con mezze verità e poco coraggio nel dire le cose come stanno.

Noi continueremo a dire le cose chiaramente. Senza giri di parole. Perché questo territorio merita rispetto, verità e scelte coraggiose, non operazioni di facciata.