PIOMBINO – Lettera dei comitati per il trasferimento del Rigassificatore.
Al Sindaco del Comune di Piombino
e pc
Ai capi gruppo consiliari del Comune di Piombino
Al Presidente della Regione Toscana/Commissario
Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Alla Stampa
OGGETTO: trasferimento del rigassificatore dal porto di Piombino
Ci rivolgiamo a Lei, Sindaco del Comune di Piombino, per un accorato appello perché faccia quanto nei suoi poteri in veste di Capo della Amministrazione Comunale e in quella di Ufficiale di governo a tutela della salute pubblica, affinché il rigassificatore ex Golar Tundra, ora Italis, lasci il porto di Piombino nel 2026, così come previsto in atti e in impegni dei vari Organi Istituzionali.
Ci rivolgiamo a Lei affinché ponga in essere azioni politiche, amministrative, giurisdizionali a tutela e a difesa degli interessi della città che amministra.
Confidiamo in Lei che è l’Autorità più vicina alla gente, più vicina al sentire della popolazione con la quale ha manifestato in tantissime iniziative pubbliche il proprio dissenso. Lei ha partecipato a quelle manifestazioni, assemblee, convegni condividendo preoccupazioni per l’inopportuna collocazione nel nostro piccolo e trafficato porto della Nave del Gas.
Lei in rappresentanza dell’amministrazione comunale ha inoltrato, insieme a Greenpace, WWF e al sindacato USB, ricorso al Tar del Lazio mettendo in rilievo problemi di sicurezza, supportato da tecnici di fiducia che non hanno condiviso le esigue misure dell’area di danno previste nel RDS, le esigue estensioni delle fasce di interdizione, che hanno messo in guardia su aspetti inerenti l’esposizione della popolazione ad inquinanti nell’aria e alle possibili ripercussioni dell’ecosistema marino in seguito alle ingenti quantità di ipoclorito di sodio riversato in mare.
Le problematiche sollevate sono ancora tutte lì e sono quelle che ci preoccupano pertanto confidiamo che Lei porti avanti la rivendicazione di vedere lasciare il porto di Piombino dalla Nave nel 2026.
Tutti gli atti adottati ai vari livelli autorizzano la permanenza e l’esercizio del rigassificatore fino al 2026.
La scadenza temporale viene richiamata dalla Giunta regionale quando ha concesso l’intesa con lo stato con atto 1210/2022, viene espressamente prevista la data del 2026 nell’autorizzazione del Commissario140/2022 e viene accordato l’esercizio per un triennio nella Autorizzazione Integrata Ambientale del Ministro per l’ambiente, atto n.145/2023, senza contare che lo stesso Governo con la nomina a suo tempo dell’ex governatore della Liguria implicitamente ha previsto una permanenza a tempo del rigassificatore a Piombino.
La scadenza è vicina (l’esercizio a maggio del 2026), ma il Governo non ha ancora preso una decisione in merito. La procedura in Liguria è ferma al 2024 e non è stato individuato un sito alternativo, né nominato nuovo o altro Commissario per il trasferimento, pertanto chiediamo alla S.V di:
– adoperarsi per promuovere un incontro con la Presidenza del Consiglio dei Ministri
e con il Ministro dell’ambiente per sollecitare atti concreti al fine di rispettare la scadenza del 2026. Pensiamo che l’incontro sia facilitato dalla Sua appartenenza allo stesso partito della Presidenza del Consiglio;
– adoperarsi per un coinvolgimento di tutto il Consiglio Comunale che già il 2 dicembre si è espresso per il trasferimento entro il 2026, affinché detto organo collegiale approvi una deliberazione dove si ripercorrono tutte le motivazioni di carattere ambientale, sanitario, di sicurezza, occupazionale alla base del proprio dissenso e si citino tutti gli atti emanati che prevedono o confermano la durata
temporale
– adoperarsi per un coinvolgimento di tutti i Sindaci della costa firmatari della petizione dei comitati cittadini per una lettera da inviare alla Presidente del Consiglio dei Ministri affinché sostengano con propri atti le rivendicazioni del Comune di Piombino nel pretendere il rispetto della scadenza triennale;
– valutare l’importanza che il Comune sia assistito fin da ora da studi professionali giuridico legali di fiducia per eventuali e possibili azioni avverso il silenzio/inerzia del Governo e in prospettiva per attivare ricorsi avverso eventuali decisioni Piombino, 12/01/2026governative o di altre autorità non in linea con gli impegni e con gli atti già approvati o decretati.
I tempi sono ristretti, l’Ispra prevede che i progetti di dismissione debbano essere presentati un anno prima (dunque luglio 2025) o comunque entro un congruo termine; l’AIA prevede sei mesi prima.
Riteniamo che, avvalendosi dei richiami della sentenza del TAR Lazio, che esplicita di non analizzare i rilievi del Comune proprio in virtù del fatto che la nave dovrà lasciare il porto, pena l’inattività, vi sia spazio fin d’ora per valutare quali azioni l’Amministrazione possa intraprendere.
Oltre al dialogo politico, che appare la via più idonea, in assenza di risultati concreti questa comunità dovrà pur essere tutelata; per questo confidiamo nell’operato del Capo dell’Amministrazione, che svolge anche il ruolo di Ufficiale di Governo per la salute dei cittadini. A questo proposito ricordiamo il parere dell’Istituto di Sanità che parla di patologie, inquinanti e ammette che “di rilevo è la prevista permanenza di soli tre anni.”
Permanenze ulteriori non gioverebbero alla salute degli operatori del porto e a quella dei cittadini.
La popolazione, o gran parte di essa, si appella al Sindaco, alle forze di maggioranza e di minoranza del Consiglio Comunale affinché ciascuno, in base al proprio ruolo e alla propria responsabilità, agisca con determinazione per far rispettare la città che amministra.
In caso di mancato ascolto a livello nazionale, la politica comunale, e soprattutto Lei Sindaco, dovrà saper agire di conseguenza, per coerenza con il proprio mandato e in risposta alla fiducia dei cittadini piombinesi, mediante atti politici e mediante azioni amministrative e giudiziarie.
Non è più il tempo delle attese, ma quello della coerenza e delle scelte coraggiose.
Chiediamo che le Istituzioni locali si facciano scudo della volontà popolare per garantire che gli impegni assunti vengano onorati. La città vigilerà con attenzione affinché il 2026 segni la fine definitiva di questa servitù nel nostro porto.
Comitato Salute Pubblica
Comitato La Piazza della Val di Cornia
Gruppo Gazebo 8 Giugno

