Il dato importante da rilevare non è tanto la sentenza del Tar in sé quanto il motivo che ha spinto il Comune a ricorrere al Tribunale. Gli atti della Regione Toscana contro i quali è stato presentato ricorso, infatti, concedono la modifica della tipologia di rifiuti da conferire.
Se la Via originale conteneva una prescrizione che limitava la tipologia a rifiuti siderurgici e da bonifica dei cumuli, questa modifica rappresenta un via libera a riempire gli spazi con rifiuti di ogni tipo.
Appare evidente quanto questa scelta della Regione vada contro le esigenze di un territorio: proprio ora che dopo anni c’è un imprenditore che riprenderà a produrre acciaio, proprio ora che si delinea un accordo di programma che include anche la tutela dell’ambiente e la bonifica del Sin, la Regione concede a Rinascenza Toscana di conferire quel che più gli conviene.
È in questo contesto che vanno lette le sentenze del Tar: questo ricorso è un tassello di una strategia che da anni vede l’Amministrazione Ferrari combattere per difendere la città. Una strategia complessa che, con atti amministrativi ben piazzati, ha smontato pezzo per pezzo le mire di espansione della discarica.
Non esiste la bacchetta magica, non esiste l’arma segreta, esiste solo la tenacia di un Comune che da anni difende i suoi cittadini con ogni strumento di cui dispone — anche il Tar — nonostante le scelte di una Regione che di certo non ha questo scopo tra le sue priorità.
Fratelli d’Italia Piombino

