Presidio di pace sul porto di Piombino

PIOMBINO – Mentre i cieli italiani sono sorvolati da aerei impegnati nell’esercitazione NATO Steadfast Noon 2026 che simula lo sgancio di missili nucleari sul nostro territorio, i ragazzi tornano a riempire strade e piazze per chiedere maggiori investimenti per il settore della pubblica istruzione e meno soldi per le guerre.

Nel silenzio quasi totale dei mass media che mostrano soltanto occasionali scontri con le forze dell’ordine, l’Europa manifesta dalla Spagna all’Albania, dalla Germania alla Francia all’unisono contro le politiche belliciste europee, israeliane e statunitensi. Su questo spirito di rigetto, anche il Consiglio di Stato con una sentenza, riconosce alla giornalista Linda

Maggiori e al suo avvocato il diritto alla trasparenza relativamente alla moltitudine di armi che attraversa i nostri porti e, nella fattispecie, quello di Ravenna. Quindi se è pur vero, come sostiene l’Avvocatura dello Stato, che l’Italia è coinvolta in una “guerra mondiale a pezzi”, è altrettanto lecito che le persone ne siano informate.

Gli operatori portuali piombinesi, nel silenzio dei sindacati confederali, probabilmente credono che il movimentare armi e mezzi militari dell’esercito italiano destinati alle esercitazioni NATO li escluda dalle responsabilità di fare parte di una logica bellicista?

Sarebbe ingenuo pensarlo dal momento che è ben noto che le destinazioni della Capucine e Severine non sempre siano “neutrali” nello scenario bellico europeo come in quello medio-orientale e che proprio queste esercitazioni hanno spinto la Russia ad invadere l’Ucraina.

Piombino a causa della presenza del rigassificatore che è stato strumento speculativo della guerra europea, è stato inserito nell’elenco dei siti obiettivo sensibile dal ministero degli interni.

La contemporanea presenza delle metaniere che lo alimentano e delle navi che trasportano materiali esplosivi e armi aggrava ulteriormente la possibilità di incidenti rilevanti.

Diciamo NO ALL’USO DEL PORTO COME HUB DELLE ARMI

DICIAMO NO ALL’USO DEL PORTO COME HUB DEL GAS

Liberiamo il porto dalla speculazione finanziaria e dalla logica di guerra.

MANIFESTIAMO SUL PORTO DI PIOMBINO

IL 30 OTTOBRE ALLE ORE 16:00.