Osservazioni nella procedura di VIA della FSRU ITALIS di Piombino

COMUNICATO STAMPA
Alla Regione Toscana
Al Sindaco
Alla Giunta Municipale
Ai Capi Gruppo Consiliari

Oggetto: Osservazioni nella procedura di VIA della FSRU ITALIS di Piombino

Il Comitato Salute Pubblica ha inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica 7
osservazioni nella procedura di VIA avviata dal Ministero su istanza della Soc. Snam in riferimento
alla FSRU sita nel porto di Piombino.
Le osservazioni riguardano le procedure, la sicurezza, le emissioni in aria e in mare, il contesto
portuale e territoriale.
Come è noto il rigassificatore si trova all’interno del porto di Piombino in un contesto caratterizzato
dalla presenza ravvicinata di attività portuali, industriali, commerciali e urbane nonché da un
intenso traffico passeggeri e commerciale.
Nelle immediate vicinanze del terminale si trovano: stazione marittima, agenzie di servizio, aree di
parcheggio attività cantieristiche, traghetti in continuo traffico verso le isole, abitazioni e quartieri a
distanza davvero ridotte, con le prime case a meno di 1000 metri!
Nelle osservazioni presentate il Comitato ha ribadito innanzitutto che la Nave dovrebbe lasciare il
nostro porto il prima possibile, nel rispetto degli atti che l’hanno autorizzata e dei pareri che hanno
considerato la valenza temporale una mitigazione della situazione.
Entrando comunque nel merito, il Comitato ha richiesto, tra l’altro:
 che la presenza della FSRU debba essere valutata non isolatamente ma nell’insieme delle
attività e dei flussi che interessano il porto;
 che debbano essere analizzati tutti gli aspetti che riguardano l’ambiente, la salute, lo
sviluppo del porto, la sicurezza, la presenza umana, le emergenze, il rapporto con altri
stabilimenti industriali come la futura Acciaieria elettrica;
 che si valuti la presenza del rigassificatore in porto con la concreta prospettiva di
ampliamento dell’attività della Sol: questi due interventi determinerebbero la presenza di
due impianti a rischio di incidenti rilevanti a distanza di appena due chilometri!
 che tutte le valutazione debbano essere rapportate, partendo dall’esperienza dei tre anni, al
periodo di esercizio di lunga scadenza come si prospetta, poiché il dato temporale dovrà
essere indicato, altrimenti non si vede come possano essere elaborate le proiezioni sugli
effetti dell’attività di rigassificazione sull’ambiente, la salute e su altri elementi nel tempo.
Una cosa è movimentare ingenti quantità di acqua di mare (157 milioni di m3
l’anno) restituita più
fredda e clorata in 3 anni, altra cosa in 20 o 25 anni. Una cosa è immettere in atmosfera emissioni
inquinanti, tra le quali la formaldeide, sostanza cancerogena, per soli 3 anni, un’altra è farlo per
lunghi anni. Analoghe considerazioni valgono per l’esposizione e la convivenza della popolazione
con l’impianto prolungate nel tempo.
Il Comitato ha chiesto che venga presentato da parte della Snam, un nuovo Rapporto di Sicurezza
da esaminare in questa procedura, perché vi sono delle modifiche inerenti l’aumento della pressione
d’esercizio e di conseguenza l’estensione seppur minima dell’area di danno, l’aumento annuale del
numero delle metaniere, eventi meteomarini verificatesi nella realtà e non precedentemente valutati.
Nelle osservazioni è stato chiesto che venga chiarita e motivata la differenza delle aree di danno,
molto più estese per il rigassificatore di Livorno rispetto a quelle previste per Piombino a parità di
possibili incidenti; se dovessimo considerare anche da noi le estensioni di Livorno, gli effetti
ricadrebbero su un ambiente densamente frequentato.
Dubbi e richieste di chiarimento anche per quanto concerne le difficoltà a rappresentare i vari effetti
a lungo termine sui vari aspetti in particolare sulla salute, dato che le rilevazioni dei dati effettuate
vengono ritenuti, nell’osservazione, insufficienti per numero di postazioni di rilevazione della rete,
per localizzazione spaziale e informazioni di inquinanti.
Per la formaldeide le rilevazioni della qualità dell’aria sono ad opera di due centraline, una al
Perticale, l’altra al Gagno: e in città? e al porto? e nei quartieri a ridosso del porto? E con tali dati si
ritiene di fare proiezioni ventennali o ultraventennali?
Tante domande, tanti chiarimenti alla Commissione VIA e la richieste di una valutazione a tutto
campo, che porti ad acquisire nuovamente i pareri di Enti Competenti come ISS, ISPRA, ARPAT,
ASL, Enti e Comitati responsabili della sicurezza, e comunque ribadendo che la Nave debba
lasciare quanto prima il nostro porto perché gli impianti a rischio di incidenti rilevanti non devono
o non dovrebbero operare dove vive e transita in continuazione la gente, e perché le Istituzioni, a
cominciare dalle Regione Toscana, hanno dato assenso solo per tre anni, valutando una tollerabilità
della FSRU in questo luogo legata ad un tempo limitato.
Ad oggi non risulta ancora pubblico se la Giunta comunale, il Sindaco e la Regione Toscana
abbiano formalizzato le proprie osservazioni in vista della imminente scadenza del 10 ottobre.
Qualora il Comune e la Regione non provvedessero a formalizzare le rispettive osservazioni,
ci troveremmo di fronte a un’assenza istituzionale grave e incomprensibile. Chi governa un
territorio ha il dovere politico e amministrativo di difendere le proprie comunità nelle sedi
ministeriali, anziché venire meno al compito primario di rappresentarle e tutelarle nei
contesti decisionali, delegando così la salvaguardia del territorio unicamente all’iniziativa dei
cittadini.

Comitato Salute Pubblica di Piombino e della Val di Cornia