Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.
Genius Loci
Le cose restano
a dare immagine di noi
per sempre
a dire che siamo esistiti.
Persino i luoghi frequentati –
genius loci –
sono il segno del nostro passaggio nel mondo.
Un’impronta leggera sulla pietra.
Il tramonto non è più giorno,
ma non è ancora notte.
È una fase di passaggio,
come il ragazzo che deve farsi uomo,
sospeso.
Resta il passare della vita,
in un rapido volo.
Tu puoi rincorrere un tram perduto
non servirà,
non lo puoi recuperare.
Ormai è passato,
pure se ti è corso accanto
e ti ha sfiorato,
se non l’hai preso in tempo,
più non lo prenderai.
E così,
accanto a te,
solo tanta solitudine
e il tuo mare,
mentre impietosa la memoria
cancella le sequenze perdute,
le fa più rade.
Il passato è un destriero
che cavalco
verso strade d’ombra.
Il mio solito mare –
Salivoli o piazza Bovio
non fa differenza –
è un luogo dove respirare
e attendere.
Basta sedere di fronte al mare,
spingere lo sguardo
verso Cerboli e Palmaiola,
oltre l’orizzonte,
per sentire uno spazio immenso,
più vasto di tutto quel che ci circonda.

