“Biglietti per Piombino”: giugno a Salivoli

Testo e foto di Gordiano Lupi


Giugno a
Salivoli

 

Fetore d’alghe in battigia.  

Dove il guardo giro  

golfo mio, ti vedo.

 

Villa viola sulla scogliera,  

casa liberty  

protetta dai giardini.

 

Villa Salivoli –  

casa dei fantasmi –  

la casa proletaria fronte al mare.

 

Villa Allesina,  

molto anni 60.

 

Poi il Nastro Azzurro:  

ricordo di un dancing del passato  

dal nome della birra esportazione.

 

Le case dei turisti  

e le cabine nuove  

dove vendevano granite.

 

Rimodernate  

le case dei pescatori in riva al mare.  

Il bagno di Paolo.  

La torre del bagnino.

 

Il famigerato porticciolo,  

colpevole del fetore d’alghe.  

Il ristorante accanto al Rio Salivoli.

 

Tutto intorno pitosfori e tamerici,  

pini marittimi e profumo d’abbandono.  

Oleandri e agavi spinose,  

fichi d’India e lecci rinsecchiti.  

Ginestre sfiorite,  

fichi degli ottentotti,  

garofani di rupi cittadine.

 

Giugno a Salivoli,  

profugo dal niente,  

prigioniero dei ricordi.  

Abbandonato sulla spiaggia solitaria,  

infastidito dal vento di scirocco  

e dalle ruspe pronte a lavorare  

in questo ritaglio di mare cittadino.