PIOMBINO – Nel corso del Consiglio comunale del 16 giugno 2026, la consigliera Rosy Di Falco, ha spiegato le ragioni che l’avevano portata ad abbandonare l’aula durante la precedente seduta consiliare.
Intervenendo nel dibattito sulla mozione presentata da Rifondazione Comunista relativa al disegno di legge di modifica della disciplina del reato di violenza sessuale e del consenso – mozione che nella seduta precedente era stata ritirata dalle opposizioni per consentire la discussione dell’ordine del giorno sulla Flotilla – Di Falco ha innanzitutto ricordato quanto accaduto in quell’occasione quando si era indignata di fronte al ritiro di una mozione su un tema che non poteva essere messo in secondo piano.
La consigliera ha infatti motivato la propria reazione facendo riferimento alle parole pronunciate dal Presidente di Rifondazione Comunista, Fabrizio Callaioli, il quale, a fronte della richiesta avanzata dai gruppi di maggioranza di una breve sospensione dei lavori, aveva intimato ai consiglieri di maggioranza, fuori dai microfoni, «di non azzardarsi a non rientrare in aula dopo la sospensione» e di non voler vedere «nessuno scranno vuoto».
Un atteggiamento che la consigliera aveva ritenuto inappropriato e che l’aveva portata a prendere la parola per annunciare pubblicamente il proprio allontanamento dall’aula.
Entrando poi nel merito della mozione, la Presidente della Commissione Pari Opportunità ha criticato le motivazioni addotte da Rifondazione Comunista per il ritiro del documento nella precedente seduta. Secondo Di Falco, sostenere che la questione non rivestisse carattere di urgenza perché ancora in fase di approvazione parlamentare rappresenta una giustificazione poco convincente.
Già quando la mozione era stata iscritta per la prima volta all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 27 aprile, infatti, il Senato aveva già modificato il testo approvato dalla Camera dei Deputati e il disegno di legge era comunque nel pieno dell’iter parlamentare.
Successivamente, nella sua veste di avvocato, Di Falco ha sviluppato un intervento di carattere giuridico, ripercorrendo il dibattito in corso a livello nazionale ed internazionale sulle diverse formulazioni della norma.
La consigliera ha illustrato sia le ragioni di chi sostiene una disciplina maggiormente incentrata sulla centralità del consenso della persona offesa, sia le osservazioni di chi richiama la necessità di salvaguardare i principi costituzionali di garanzia, a partire dalla presunzione di innocenza e dall’esigenza di mantenere elevati standard probatori nel processo penale.
Al termine della discussione, la consigliera ha annunciato il voto favorevole della propria lista Ferrari Sindaco, condividendo le finalità della mozione volte al contrasto della violenza di genere e al rafforzamento della tutela delle donne.
La mozione è stata infine approvata con il voto favorevole dei gruppi di opposizione e della maggioranza, ad eccezione del gruppo di Fratelli d’Italia.

