Albertoni: “4 novembre, la democrazia non è proprietà di chi governa”

CAMPIGLIA MARITTIMA – 4 NOVEMBRE: LA DEMOCRAZIA NON È PROPRIETÀ DI CHI GOVERNA

Non avrei mai immaginato che una commemorazione dedicata ai nostri Caduti potesse diventare occasione per un attacco personale tanto aggressivo da parte della Sindaca della mia città.

Leggendo il comunicato della Sindaca Alberta Ticciati, mi domando sinceramente chi abbia trasformato il 4 novembre in una polemica politica, chi abbia utilizzato parole offensive e chi abbia cercato di delegittimare un’iniziativa pacifica, doverosa e condivisa.

La risposta, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.

Espressioni come “scellerata e miope ricerca di visibilità”, “becera propaganda personale”, “sciacallaggio delle funzioni istituzionali” e “auto-investitura” non sono semplici critiche politiche, sono giudizi personali pesanti, aggressivi ed offensivi, che respingo con fermezza e restituisco al mittente.

È la Sindaca, non chi ha partecipato alla commemorazione, ad aver trasformato una giornata di memoria nazionale in uno scontro politico personale.

La manifestazione di questa mattina non è stata una celebrazione privata, non è stata un’iniziativa clandestina e non è stata un tentativo di sostituirmi all’Amministrazione comunale.

È stata una commemorazione promossa e condivisa da cittadini, associazioni libere e rappresentanti della comunità civile e religiosa, che hanno ritenuto importante ritrovarsi il 4 novembre, nella data ufficiale della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, per rendere omaggio ai nostri Caduti.

Una manifestazione pacifica, aperta e rispettosa, animata esclusivamente dalla volontà di onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per l’Italia.

Da quando ricordare i Caduti significa usurpare le funzioni del Sindaco?

Da quando un consigliere comunale non può promuovere e partecipare ad un’iniziativa pubblica senza chiedere il permesso a chi governa?

Da quando un’Amministrazione comunale pretende di avere il monopolio delle commemorazioni, della partecipazione civica e persino della memoria nazionale?

La Sindaca confonde deliberatamente due piani distinti, quello della cerimonia ufficiale organizzata dal Comune e quello della libera iniziativa dei cittadini.

Nessuno ha impedito al Comune di celebrare ufficialmente il 7 novembre, ma il Comune non è proprietario del 4 novembre e la Sindaca non è titolare esclusiva del diritto di commemorare i Caduti.

La ricorrenza nazionale ha una data precisa, il 4 novembre.

Celebrare ufficialmente la ricorrenza tre giorni dopo può essere una scelta organizzativa, per me discutibile, ma non significa poter disconoscere o delegittimare chi decide di celebrarla nella sua data naturale.

E a questo proposito, rivolgo alla Sindaca alcune domande alle quali ritengo sarebbe opportuno rispondere.

Sembra che le associazioni, alcune negli scorsi anni non invitate, siano state invitate alla celebrazione comunale del 7 novembre soltanto dopo la pubblicazione dell’invito relativo alla commemorazione del 4 novembre?

È una semplice coincidenza oppure l’Amministrazione ha ritenuto necessario intervenire soltanto dopo aver appreso che cittadini e associazioni avevano deciso di celebrare la ricorrenza nella sua data ufficiale?

Sono domande legittime, alle quali sarebbe opportuno rispondere nel merito, anziché ricorrere a una sequenza di accuse personali.

E non posso fare a meno di ricordare quanto accaduto nel 2024.

Chiedo alla Sindaca di chiarire come mai, a seguito di un mio esposto al Prefetto, l’Amministrazione comunale dovette modificare le locandine e gli inviti della celebrazione del 4 novembre, dopo averne trasformato il significato in una rappresentazione politica dai contenuti apertamente antimilitaristi.

Come mai allora fu necessario intervenire per correggere quella comunicazione?

E soprattutto, con quale coerenza oggi si pretende di impartire lezioni sul rispetto delle istituzioni e della memoria nazionale a chi ha semplicemente partecipato ad una commemorazione?

Non accetto lezioni di rispetto istituzionale da chi, nel recente passato, ha utilizzato una ricorrenza nazionale per veicolare messaggi politici che nulla avevano a che fare con il suo significato condiviso.

Respingo con fermezza anche le vergognose accuse di strumentalizzazione della memoria dei Caduti.

La memoria dei nostri Caduti non appartiene a una parte politica, non appartiene a una maggioranza consiliare e non appartiene a chi occupa temporaneamente una carica istituzionale.

Appartiene all’intera comunità nazionale.

Quanto alla presenza di una bandiera storica italiana, suggerisco alla Sindaca, senza alcuna presunzione, di ripassare qualche pagina di storia.

In determinati contesti storici, quella bandiera rappresenta il percorso attraverso il quale si è costruita l’Unità d’Italia, un processo storico che dovrebbe essere ben conosciuto da chi oggi rivendica di rappresentare le istituzioni repubblicane.

La presenza di un simbolo storico non costituisce automaticamente una manifestazione nostalgica o monarchica, così come la partecipazione di cittadini con sensibilità differenti non trasforma una commemorazione in propaganda politica.

E veniamo alla questione delle Forze Armate

Non entrerò nel merito della loro partecipazione alla commemorazione, perché non spetta a me stabilire come e dove debbano essere presenti in una giornata dedicata proprio al loro valore e al loro sacrificio.

Trovo però francamente ridicolo associare la loro presenza alla legittimazione di una manifestazione.

Le Forze Armate non hanno bisogno di legittimare una commemorazione civile, né la loro partecipazione può essere utilizzata come argomento per delegittimare chi vi prende parte.

Il valore delle istituzioni militari e il ricordo dei Caduti non possono diventare strumenti di una polemica politica.

Sono sinceramente dispiaciuto che la Sindaca sia così contrariata. Può succedere.

Spero se ne faccia una ragione e impari ad abituarsi a un’opposizione che, evidentemente, non aveva mai conosciuto prima e che forse, proprio per questo, fatica a gestire.

La democrazia, Sindaca, comprende anche questo.

Forse, se questa celebrazione fosse stata trattata con il dovuto rispetto per il suo significato nazionale, non si sarebbe arrivati a questo punto.

Chissà se la Ticciati riterrà opportuno, in futuro, celebrare anche altre ricorrenze nazionali in date diverse da quelle ufficiali.

Magari anticipare il 25 aprile potrebbe essere una buona idea.

Naturalmente, se applicassimo lo stesso ragionamento utilizzato oggi, anche chi decidesse di celebrare la Festa della Liberazione nella sua data naturale potrebbe essere accusato di voler delegittimare l’Amministrazione comunale.

Sarebbe un’assurdità, esattamente come lo è quanto sta accadendo oggi.

La democrazia non è una concessione di chi governa.

Il mandato elettorale conferisce responsabilità, non il diritto di stabilire chi possa parlare, chi possa commemorare e chi debba rimanere in silenzio.

Per questo chiedo alla Sindaca di rivolgere le proprie scuse ai cittadini, alle associazioni e a tutti coloro che hanno partecipato alla commemorazione, per averli ingiustamente accusati di strumentalizzare una ricorrenza nazionale e per aver trasformato un momento di raccoglimento in un attacco politico personale.

Le chiedo soprattutto di non ostacolare, né delegittimare, chi liberamente decide di seguire il proprio cuore e celebrare i propri sentimenti.

Io continuerò a rispettare le istituzioni, tutte le istituzioni, ma questo non significa rinunciare al diritto di criticare chi le rappresenta o di esercitare liberamente il mio ruolo politico e civico.

Il 4 novembre appartiene all’Italia, non a chi governa Campiglia Marittima.

Non chiedo alla Sindaca di condividere le mie iniziative, ma di rispettare quelle dei cittadini, anche quando non le piacciono.

La memoria nazionale non si impone, si custodisce.

E nessun comunicato, per quanto aggressivo, potrà impedirci di farlo.

Alessio Albertoni
Consigliere e Capogruppo di Cambiamo Futuro
Lista Civica per Campiglia M.ma e Venturina Terme