PIOMBINO – I lavoratori dell’ex ILVA scioperano per 24 ore in tutti gli stabilimenti: sit-in e blocchi a Taranto corteo a Genova.
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà agli scioperanti, a tutti i lavoratori dell’ILVA e ai cittadini di Taranto e di Genova.
Martedì 14 i sindacati si incontreranno con il governo e se non ci saranno indicazioni chiare, le manifestazioni si estenderanno a oltranza.
Piombino è legata a Taranto dal 1960 quando lo stabilimento inizialmente previsto per Piombino fu spostato a Taranto. A Taranto si raggiunsero 20.000 dipendenti diretti, a Piombino 8.000. Quando si passò alle privatizzazioni, con i Riva a Taranto e i Lucchini a Piombino, cominciò la crisi della siderurgia e si manifestò prevalentemente nelle fabbriche pubbliche cedute ai privati. Oggi ne viviamo le conseguenze. Le opportunità furono sfruttate giorno per giorno senza costruire una prospettiva di lungo periodo senza innovazioni tecnologiche e senza preoccuparsi di ambiente e salute.
Così non si può più andare avanti. Le scelte non fatte gradualmente bisognerà farle in fretta e in una realtà politica/economica mondiale e europea mutata in cui l’industria siderurgica di base torna ad essere determinante. Per l’automobile, per l’edilizia, la cantieristica navale, l’elettrodomestico, la meccanica di precisione ecc.
Siamo già importatori netti di acciaio andare oltre significherebbe aumentare la nostra dipendenza e l’aumento dei costi.
Oggi diversamente dal “liberismo” anche i privati tornano a chiedere l’intervento dello stato in prima persona. Con capitali propri, con una capacità di indirizzo, con una politica industriale per tutto il paese.
Questo può farsi solo a Taranto e a Piombino. Non sarà un problema di soldi. A Taranto lo stato ha speso circa 20 miliardi di euro, a Piombino in 13 anni di cassa integrazione le cifre sono altrettanto importanti. Occorrono scelte politiche adeguate e lungimiranti.
Bernardo Giannoni Gentilini, segretario PD Val di Cornia Elba
Fabio Cento, segretario PD Piombino

