SAN VINCENZO – Da circa 6.000 residenti nei mesi invernali a oltre 50.000 presenze in estate: numeri che trasformano completamente il territorio e che inevitabilmente si riflettono anche sulla domanda di emergenza sanitaria.
È da questa evidenza concreta che nasce la riflessione portata all’attenzione pubblica da Avanti San Vincenzo, realtà civica nata nei mesi scorsi come spazio di ascolto, confronto e proposta, con l’obiettivo di raccogliere le esigenze reali di cittadini, attività e territorio e trasformarle in contributi concreti per il miglioramento del paese.
Il tema chiama direttamente in causa l’organizzazione del servizio 118 nell’area delle Valli Etrusche, gestito dall’Azienda USL Toscana nord ovest.
Nel periodo estivo, infatti, San Vincenzo diventa uno dei principali poli di intervento per il sistema di emergenza: aumentano gli accessi, ma soprattutto cresce la quota di eventi tempo-dipendenti — malori in spiaggia, traumi, incidenti, annegamenti — in cui la rapidità di risposta può fare la differenza tra un esito favorevole e uno critico.
Alla luce di questo, appare sempre più necessario che la distribuzione dei mezzi non resti invariata durante tutto l’anno, ma segua in modo dinamico le reali esigenze del territorio.
A rafforzare questa richiesta si aggiunge un elemento territoriale difficilmente contestabile. San Vincenzo si colloca geograficamente tra due realtà come Venturina Terme e Castagneto Carducci: la prima caratterizzata da una popolazione sostanzialmente stabile durante tutto l’anno, la seconda, al contrario, interessata da una variazione stagionale significativa, simile a quella di San Vincenzo.
Nonostante queste differenze, entrambe le aree dispongono di un mezzo di emergenza con personale sanitario attivo in modo continuativo per l’intero arco dell’anno.
Alla luce di questo quadro, appare legittimo chiedersi se l’attuale distribuzione delle risorse tenga realmente conto delle dinamiche stagionali e dei carichi effettivi di intervento, o se invece finisca per determinare, nei mesi estivi, una condizione di squilibrio proprio a carico di un territorio — come San Vincenzo — che in quel periodo esprime uno dei livelli più elevati di domanda sanitaria.
Il punto non è creare una contrapposizione tra territori, ma affermare un principio di equità: a parità di criticità stagionale e di carico assistenziale, deve corrispondere un adeguato livello di copertura del servizio.
San Vincenzo, per caratteristiche e numeri, non può essere considerato un contesto secondario nei mesi estivi, ma deve essere trattato come un nodo centrale della rete dell’emergenza territoriale.
Per questo motivo Avanti San Vincenzo propone di avviare una verifica trasparente, basata sui dati del 118 (numero di missioni, tempi medi di intervento, distribuzione geografica delle chiamate), per valutare una riallocazione stagionale dei mezzi di soccorso.
In particolare, viene avanzata una proposta concreta: considerare, limitatamente ai mesi di maggiore afflusso turistico (giugno-settembre), lo spostamento dell’ambulanza infermieristica attualmente operativa a Venturina Terme verso il territorio di San Vincenzo, dove nei mesi estivi si concentra una quota rilevante delle richieste di intervento.
Una soluzione che non richiederebbe un aumento delle risorse, ma una loro modulazione più coerente con la realtà stagionale, mantenendo al contempo adeguati livelli di copertura per l’area di Campiglia Marittima e le zone limitrofe.
Il tema chiama in causa anche l’amministrazione comunale: si chiede al sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci, di farsi promotore di un confronto istituzionale con l’Azienda sanitaria e con la centrale operativa 118, affinché la questione venga affrontata su basi tecniche e con dati alla mano.
Non si tratta di una richiesta ideologica né di una contrapposizione tra territori, ma di una proposta organizzativa fondata su un principio semplice: adeguare il sistema di emergenza alle reali condizioni in cui si trova ad operare.
Ignorare una variazione così significativa della popolazione e della domanda di soccorso rischia di creare un disallineamento tra bisogni e risposte, proprio nel momento dell’anno in cui il territorio esprime la massima criticità.
Per questo è necessario che le scelte vengano assunte in modo chiaro e verificabile, mettendo al centro un obiettivo condiviso: garantire tempi di intervento adeguati e un livello di sicurezza all’altezza della complessità estiva del territorio.

