SAN VINCENZO – Benvenuti a San Vincenzo, l’unico posto al mondo dove la politica ha finalmente superato le leggi della fisica e della logica elementare. Mentre nel resto d’Italia ci si danna l’anima per capire se stare a destra, a sinistra o al centro, noi abbiamo risolto il problema alla radice: il Movimento 5 Stelle a San Vincenzo è ovunque, come l’umidità d’inverno.
Abbiamo l’assessore Antonella Cucinotta, fedelissima 5 Stelle e già candidata alle regionali, che governa con la maggioranza, e poi abbiamo Alessio Landi e Michele Cascone, padri fondatori del movimento locale, che dall’opposizione sparano a zero sulla Giunta. In pratica, il Movimento 5 Stelle di San Vincenzo è l’unico partito al mondo capace di farsi un’interrogazione parlamentare allo specchio e darsi pure una risposta sbagliata.
È una situazione meravigliosa: la mattina ci si sveglia al governo per deliberare e il pomeriggio ci si siede in minoranza per denunciare il proprio fallimento politico, magari scambiandosi un cenno d’intesa al bar durante la pausa. È il trionfo del “me contro me”, un paradosso talmente assurdo che ai livelli superiori preferiscono non guardare, probabilmente per evitare un cortocircuito cerebrale collettivo.
Siamo passati dal “vaffa-day” al “vaffa-da-solo”, occupando contemporaneamente le sedie del comando e le barricate della protesta. Tutto regolare, dicono. In fondo, perché scegliere da che parte stare quando puoi stare da tutte le parti e litigare con te stesso davanti ai cittadini? San Vincenzo non è più un Comune, è un esperimento d’avanguardia dove la coerenza è diventata un optional vintage e l’anomalia è la nuova normalità.
Massimiliano Roventini

