Biglietti per Piombino: La corsa cinese, la tira, la masa e altre cose da bulli

La corsa cinese, la tira, la masa e altre cose da bulli

“La corsa cinese” va spiegata bene. Si tratta di un atto di bullismo (per fortuna in totale disuso) rivolto ai più deboli, soprattutto alle matricole di un corso di studi o della leva militare. Si prendeva la povera vittima per il collo (collottola) e con l’altra mano si afferrava la parte bassa della vita (il sedere), poi si cominciava a correre portando con noi il malcapitato, costringendolo ad andare alla nostra velocità. Altra cosa da bulli era la tira. Chi non l’ha subita dai ragazzi più grandi negli anni Settanta? Si prendeva il pisello della vittima (di solito dai pantaloni) e si tirava a più non posso. Ricordiamo la minaccia che lanciavano i prepotenti: “se non stai zitto, ti faccio la tira!”.  Altro atto da bulli che ricordiamo è “Lucca! Lucca!”, detto anche “ti faccio vede’ Lucca!”, riservato a chi s’era appena tagliato i capelli con la sfumatura molto bassa. Si prendeva la vittima per le tempie, con le mani ben aperte, tirandolo verso l’alto e dicendo: “vieni con me che ti faccio vede’ Lucca!”, dopo poco si chiedeva: “l’hai vista Lucca? O dillo!” E il poveretto doveva gridare: “Lucca! Lucca!” per far smettere il bullo. Termino gli atti di bullismo di noi ragazzi sperversi (un bel piombinesismo) degli anni passati ricordando la masa che si praticava con le nocche della mano destra chiusa a pugno, grattando con forza la nuca del malcapitato mentre gli si reggeva il cranio con un abbraccio a mo’ di morsa.

 

Da Continuavamo a parlare alla Piombinese, Il Foglio Letterario Edizioni, di Gordiano Lupi (con la collaborazione di Giorgio Cortigiani), foto di Riccardo Marchionni.