PIOMBINO – lettera al Presidente della Repubblica.
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
e p.c. Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Commissario di Governo e Presidente della Toscana
Al Sindaco del Comune di Piombino
Alla Stampa
OGGETTO: Rigassificatore a Piombino – richiesta Proroga e rinnovo Autorizzazioni
Ci rivolgiamo a Lei Presidente della Repubblica per il suo ruolo istituzionale di Massima Autorità dello Stato, garante dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali dei cittadini.
Vorremmo, con questa breve nota, esprimere le nostre preoccupazioni e rappresentare quello che stiamo vivendo dal punto di vista di persone che convivono con un Impianto a Rischio di Incidente Rilevante, vicino alle proprie case, in un porto contiguo alla città dove vi sono presenti elementi sensibili; traghetti in continuo movimento per le isole dell’arcipelago toscano, imbarcazioni varie, stazione marittima, uffici, agenzie, in una situazione infrastrutturale che vede la presenza di una sola strada di accesso e uscita dalla città.
Lo stesso porto è dotato di una sola imboccatura e un solo bacino di evoluzione.
Impianti di questo tipo sono collocati a largo in mare, o lontani dalla vita della gente.
E’ stato collocato qui perché ci ha detto, Chi ci amministra , che era un’emergenza per rifornire di gas il Paese e che sarebbe rimasto solo tre anni, visti i pareri con centinaia di prescrizioni e preso atto delle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità che ha analizzato le fonti inquinanti emissive, comprese quelle cancerogene, e che ha sottolineato l’importanza che la popolazione venga esposta solo per tre anni.
Abbiamo più e più volte manifestato pacificamente e democraticamente il nostro dissenso, l’Amministrazione comunale ha fatto ricorso al Tar del Lazio che non hadato peso ai rilevi avanzati data la previsione triennale di permanenza, pena la inattività della Nave (parole citate in sentenza).
Ogni atto prescrive tre anni: autorizzazione del Commissario, Deliberazione di Intesa con lo Stato della Regione Toscana, Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente. A questi atti si aggiunge il decreto del Consiglio dei Ministri con la nomina a suo tempo del Governatore della Liguria per gestire il trasferimento della FSRU in quella Regione, nella implicita convinzione della inadeguatezza del sito inizialmente prescelto.
La Regione Liguria si è opposta, il Governo non ha approntato decisioni in merito, si è fatto passare il tempo e ci troviamo oggi a richieste del Gestore dell’Impianto di proroga della Autorizzazione e del rinnovo all’esercizio.
La scadenza dei tre anni è imminente, mancano pochi mesi, e ci sentiamo dire da Chi ci Governa che non vi sono alternative pronte a Piombino e che la proroga dovrà essere concessa “ vedremo come”.
In pratica si pone un obiettivo e si cerca di modellare procedure e forse norme legislative o decreti ad hoc.
Noi vogliamo continuare ad avere fiducia nelle Istituzioni, anzi le difendiamo perché sono i pilastri della democrazia, ma ci aspettiamo che governino secondo i principi del buon governo, valutino le istanze dei cittadini, trovino soluzioni adeguate e, nel nostro caso, siti più adatti per impianti a rischio di incidenti rilevanti.
Sarebbero inutili poi manifestazioni e gesti di comprensioni e solidarietà in caso di incidenti con eventuali danni alle persone e alle cose, a quel punto, ci auguriamo innanzitutto che non succedano mai, e nel caso che nessuno venga qui a consolarci.
Purtroppo incidenti sul lavoro e sugli impianti possono capitare e, se dovessero succedere in un ambiente antropizzato, le conseguenze potrebbero essere non indifferenti, non a caso nel rapporto di sicurezza del rigassificatore di Livorno, posto a circa 22 km dalla costa, si dice che la popolazione corre rischio zero, non pensiamo si possa dire qui. A quanto sopra esposto, si aggiunge oggi una preoccupazione ancora più pressante legata al mutato scenario geopolitico internazionale.
Le recenti e gravissime tensioni nelle aree nevralgiche per l’approvvigionamento energetico, come lo Stretto di Hormuz, hanno riacceso l’allarme sulla vulnerabilità delle infrastrutture di GNL. In un mondo segnato da una crescente instabilità, il rigassificatore di Piombino non è più solo un impianto industriale, ma è diventato a tutti gli effetti un obiettivo sensibile di rilevanza strategica nazionale; tuttavia, a differenza di altri terminali situati offshore a debita distanza dalla costa, la collocazione della nave Italis LNG all’interno di un porto commerciale e a ridosso del centro abitato espone la nostra popolazione a rischi che vanno ben oltre l’incidente tecnico, infatti ci possono essere potenziali minacce esterne, sabotaggi o azioni ostili.
Chiediamo dunque se sia ammissibile che una città e un porto così congestionati debbano anche farsi carico di un rischio di tale portata che alcuni calcoli definiscono “estremo” per potenziale energetico.
Alla luce di tutto ciò, le Istituzioni dovrebbero cercare le soluzioni migliori per la salute e la sicurezza della popolazione, tanto più che ci risulta che quest’anno tanto gas è stato esportato e quindi non appare più giustificato il ricorso all’emergenza, ma alla pianificazione nel ricorso alle fonti di energia.
Siamo rimasti stupiti anche a leggere la richiesta che la Regione Toscana, tramite i propri uffici, ha fatto alla Soc. Metinvest, interessata ad un progetto industriale per la produzione di acciaio, da ubicare adiacente all’area portuale, a solo 1 chilometro circa, in linea d’aria, dalla prua del rigassificatore. La Regione, in occasione di una procedura amministrativa, ha chiesto a detta Società come intende gestire, nelle fasi di demolizione, costruzione e esercizio dell’impianto, le eventuali criticità per la presenza nell’area di un impianto a Rischio di Incidente Rilevante, lasciando intendere che si preveda, a priori, la permanenza in porto della FSRU.
Non solo, ma si chiede a un privato come rapportarsi al piano di emergenza esterna anziché valutare, come Istituzione pubblica, se le due presenze produttive siano compatibili nella stessa zona, affidandosi a propri studi e valutazioni.
La procedura di cui sopra sembra dimostrare che, anche prima di rilasciare proroghe o rinnovi, si dia per scontata la permanenza del rigassificatore nel nostro porto.In questi giorni è stato presentato da parlamentari in commissione bilancio un emendamento al decreto Milleproroghe 2026 per tentare di prolungare la validità degli atti autorizzativi in possesso dei rigassificatori, in attesa della conclusione dei procedimenti di proroga e rinnovi e nell’ipotesi di siti alternativi, e in attesa del trasferimento vero e proprio in altro sito con la relativa esecuzione di opere.
Se dovessero essere approvate queste disposizioni o disposizioni analoghe rischiamo di vedere ancora operare qui per anni un impianto con emissioni inquinati e con le preoccupazioni sulla sicurezza più volte denunciate, senza parlare delle conseguenze sul mancato sviluppo del porto.
Rischiamo persino che vi siano Autorizzazioni protratte anche senza una aggiornata Valutazione sugli effetti ambientali, sanitari, di sicurezza e ciò, se si verificasse, non pensiamo risponderebbe ai principi sanciti dalla nostra Costituzione.
Gli emendamenti proposti non sono stati approvati né in commissione né in aula parlamentare, ma temiamo vi sia in corso il tentativo di riprodurli a breve in altri decreti in preparazione.
Ci rivolgiamo a Lei, chiedendo un suo interessamento.
Non vorremmo sentirci soli e Lei con la Sua presenza e il Suo ruolo non ha fatto sentire solo nessuno nel Paese.
Le confessiamo che la città è stanca, sfiduciata, stenta persino a voler manifestare ancora il proprio dissenso, ma questo crediamo sia o dovrebbe essere un segnale ancora più preoccupante per Chi ha ricevuto un mandato rappresentativo, perché allontanare la gente, seminare rassegnazione, non rafforza la democrazia, non aiuta a governare i territori con le scelte migliori.
Confidando in un suo interessamento, si ringrazia per l’attenzione e si porgono
distinti saluti.
Comitato Salute Pubblica
Comitato La Piazza della Val di Cornia
Gruppo Gazebo 8 Giugno

