PIOMBINO – Sulla stmapa locale, in un articolo del 31 gennaio, il sindaco di Piombino esce con toni trionfalistici dando la notizia che l’area della Li53 resterà fuori dal perimetro del progetto industriale di Rinascenza Toscana, “Tramontata l’ipotesi del raddoppio”; forse dimenticando che il raddoppio era già sventato da tempo con gli atti.
Quindi non possiamo che trasecolare e chiederci: minaccia sventata da cosa? Rinascenza Toscana non era interessata alla Li53 e lo dimostrano le dichiarazioni di Marco Vergero, portavoce di Rinascenza Toscana, del 22 aprile 2022 che riportiamo di seguito, fonte il Tirreno: “Per quanto riguarda la Via, focalizzata sul sito LI53 e il cui iter autorizzativo era stato avviato dalla precedente proprietà, al momento non è ancora compresa in via definitiva nel nostro piano industriale. Prima è necessario individuare un punto di convergenza tra i vari portatori di interessi, Comune di Piombino in primis.”.
Che interpretiamo come: interverremo sulle Lì53 se il Comune di Piombino è interessato. Ricordiamo che la Li53 è una discarica industriale abusiva per la quale il Ministero dell’ambiente aveva chiesto la messa in sicurezza permanente, quindi l’intervento sarebbe stato ambientalmente auspicabile. Bisognerebbe anche capire se la partita Lì53 sia definitivamente chiusa, visto che rientrerà nelle competenze del curatore fallimentare.
Sempre nello stesso articolo del 31 gennaio, si dice che i volumi a cui è interessata Rinascenza Toscana sono oltre i residui ex Asiu già impiegati, quelli del così detto cono rovescio e la riprofilatura della discarica ex Lucchini, il tutto per un volume di 410 mila metri cubi. Guarda il caso lo stesso Piano Industriale della ex partecipata del Comune di Piombino Rimateria. Alla fine cosa abbiamo?
Tralasciando la totale cecità su dove andranno collocati i futuri rifiuti industriali, sempre se ci saranno, tralasciando anche il futuro della destinazione dei rifiuti industriali abusivi della 36 ettari;abbiamo perso il controllo pubblico sulla gestione della discarica con il fallimento di Rimateria.
Restano inoltre: una discarica ancora operante anche con rifiuti non strettamente industriali e il totale disinteresse per la bonifica “messa in sicurezza“ della Lì53. Non solo il trionfalismo è fuori luogo ma assume il colore di una beffa.
Riccardo Gelichi
Portavoce Ascolta Piombino

