PIOMBINO – La firma del nuovo Accordo di Programma(AdP) con Jindal data per certa il 16 Dicembre non è avvenuta! E gravemente nessuno ha fornito pubblicamente una giustificazione ne ha fissato una nuova data! Il Camping CIG purtroppo non è sorpreso di questo ennesimo rinvio! Jindal dopo avere portato lo stabilimento alla chiusura oggi lancia la novità: ha promesso di costruire un nuovo forno elettrico per Piombino… ma lo farà in India!
Quale piano industriale credibile potrebbe portare a supporto del nuovo AdP? Al posto dell’incontro al Ministero il 18 Dicembre si è tenuto un incomprensibile ed inutile incontro tra Sindaco e Sindacati. Il Sindaco di Fratelli d’Italia ha li ribadito la fiducia nell’operato del suo Governo, in Metinvest e in Jindal. Ed ha garantito che con Jindal manterrà, per arrivare al nuovo AdP, lo stesso metodo usato con Metinvest:”un metodo fondato su trasparenza, confronto e condivisione, che coinvolge l’intera città, le organizzazioni sindacali e tutte le forze politiche…”, ma soprattutto salvaguarderà la:” piena garanzia occupazionale dei lavoratori”.
Rammentiamo che l’Accordo Metinvest i lavoratori e la città hanno potuto leggerlo a firma avvenuta! Altro che condivisione delle scelte! Rammentiamo che l’Accordo Quadro collegato a tale AdP non garantisce ne occupazione ne dà nessuna prospettiva a chi cassaintegrato non sarà assunto mancando prepensionamenti o uscite volontarie incentivate! E nessuno ha ancora risposto pubblicamente alle domande fatte su tale accordo.
Chiediamo che i Sindacati con il silenzio non si facciano complici di questa nuova narrazione felice come successo nel passato! Speriamo che i Sindacati oltre gli auguri di Natale abbiano ricordato al Sindaco le condizioni in cui versa tutta Piombino:Magona, UniCoop Etruria, Rigassificatore, Ospedale,commercianti, bonifiche e discariche, Metropolitan! Chiediamo ai Sindacati prima di andare al prossimo incontro al Ministero con Jindal di convocare le assemblee di fabbrica, dove si stabilisca una piattaforma di obbiettivi per presentarsi non ad ascoltare ma a chiedere e con forti iniziative di lotta in corso, come hanno fatto a Genova e Taranto! Cosa chiedere? Quello che per noi è evidente da anni a Piombino come a Taranto, alle acciaierie come in Magona un ruolo da protagonista dello Stato che assicuri la guida degli stabilimenti in crisi, partendo a Piombino da cacciare Jindal e dallo stato che si riprende tutto lo stabilimento.
Affidando alle multinazionali settori strategici della nostra economia non risolveremo la crisi in cui ci dibattiamo da anni. E’ necessario imporre un piano siderurgico Nazionale che nasca dalle lotte degli operai e delle città perché la nuova siderurgia sia eco-sostenibile e permetta la diversificazione economica. Ma questo il governo delle destre ultraliberiste come i precedenti governi non riesce nemmeno ad immaginarlo! Mentre pensiamo al genocidio di Gaza ancora in atto ed alla guerra Ucraina che rischia di deflagrare in un conflitto nucleare ribadiamo che vogliamo tornare a produrre acciaio ma non per le armi.
Coordinamento Art.1-Camping CIG

