L’invito lanciato da Gioventù Nazionale per l’iniziativa del 24 maggio a Piombino è vergognoso. Non è solo uno slogan sbagliato: è un attacco frontale a un’intera generazione di ragazzi. Un modo squallido di fare politica.
Dietro quelle parole c’è un messaggio preciso: ghettizzare, criminalizzare, disumanizzare. Un ragazzo che veste in tuta o vive in periferia viene trasformato in un bersaglio. Da rieducare o da eliminare, a seconda del punto di vista. E questo sarebbe “impegno civico”?
Gioventù Nazionale non è un’associazione giovanile come le altre: è l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. E quel volantino, con il ragazzo incappucciato e l’invito a “sbarazzarsi” di lui, non è una campagna di sicurezza urbana. È propaganda reazionaria, securitaria, classista. Fascista!
E allora diciamolo: il sindaco Francesco Ferrari, oggi anche coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, non può restare in silenzio. Le connessioni sono politiche, non accidentali. È ora che si assuma la responsabilità di ciò che il suo mondo politico legittima.
Pretendiamo parole chiare. Da chi amministra una città, da chi dice di rappresentare tutti.
Noi stiamo con i ragazzi. Anche quelli difficili, quelli che sbagliano, quelli che cercano un posto nel mondo. Non sono il problema. Sono la risposta, se li ascolti.
Piombino non è e non è mai stata una città che espelle. È una città che include. E non resterà zitta.

