Dopo il travaso di dipendenti, amici degli amici, ditte, consulenti tecnici e massoni dal comune di Grosseto verso il comune di Piombino avvenuto in questi anni, forse (applicando il principio di Maometto) hanno deciso che è più semplice trasferire direttamente Piombino in
Grosseto, e probabilmente il sindaco spera di concludere l’iter entro il 2027 per costruirsi la possibilità di candidarsi al Parlamento nel più vantaggioso collegio di Grosseto e completare la SUA personale rotta verso sud (ROMA)?
Ma la “Rotta verso sud”, è un déjà vu che oggi (come allora) è solo un diversivo del sindaco, un’arma di distrazione di massa per spostare il dibattito altrove e far scivolare in fondo al cassetto le reali emergenze di questa città che, ancora non vedono nessuna risposta:
dalla gestione e strategia per arrivare alla messa in sicurezza della discarica (con i soli ricorsi al TAR non si ferma il “percolato”) o gli Accordi di programma per il rilancio industriale evaporati (per
adesso) insieme alle promesse delle aziende di iniziare i lavori a gennaio 2025.
Oggi (come allora) sono solo “movimenti a centro campo” per illudere i propri tifosi che stanno giocando, in realtà nascondono solo la mancanza di strategia.
E’ bene ricordare che la proposta della Rotta verso Sud del 2013 veniva pochi mesi prima della fallimentare proposta del Partito di Fusione dei comuni di Campiglia e Suvereto, e dopo il colpo di scena dell’ipotesi addirittura del comune UNICO della Val di Cornia e del
naufragio dell’Unione dei Comuni (in quel caso San Vincenzo si era defilato perché voleva autonomia decisionale, poi abbiamo visto i risvolti giudiziari di tanta “libertà” di azione), come se fossero i confini o gli assetti amministrativi a cambiare le sorti e non le persone, le idee e soprattutto le strategie lungo respiro a fare la
differenza.
Le proposte come queste per essere serie e CREDIBILI (e non colpi di teatro) devono essere supportate da dati economici, dove ci viene spiegato quali sono i reali vantaggi (non le suggestioni) a cambiare provincia per il nostro Comune.
Già una volta, i sindaci hanno fatto la scelta di trasferire i servizi a sud senza un supporto economico finanziario (ed oggi se ne vedono i disastrosi effetti): nel 2011 la rotta verso sud dei rifiuti, ovvero la scelta delle amministrazioni di uscire dal nostro ambito di riferimento ed andare in AtoSud con il gestore Sei Toscana (allora ancora Progetto6)
Allora ero CONSIGLIERE e mi opposi in maniera determinata, chiesi in ogni occasione trasparenza e, dati alla mano non suggestioni, i vantaggi della scelta, ma nessun sindaco mi seppe rispondere. Poco dopo capii che il passaggio di ASIU in AtoSud era per mischiare le
carte e provare a non far saltare fuori il bubbone del debito milionario e i problemi della discarica (tutte cose fino ad allora tenute nascoste ai cittadini) ed oggi come allora (guardate delibera di consiglio l 157 del dicembre 2011) dove per giustificare questa manfrina furono scomodati pure le origine ETRUSCHE dei popoli di
Piombino e Grosseto per convincere i cittadini che era scelta buona e giusta!
Detto questo se vogliamo analizzare in breve due aspetti che il sindaco ha sottolineato come migliorativi per Piombino ci accorgiamo che sono solo suggestioni e che potrebbero invece inguaiare di più il
nostro martoriato comune:
SANITA’: se un eventuale cambio di provincia fosse accompagnato da un cambio di ASL determinerebbe in primis lo scioglimento del progetto dell’Ospedale Unico con CECINA (che tanto hanno difeso, Ferrari in primis, ultimamente come cosa buona e giusta) il che significherebbe lo smantellamento totale dei pochi servizi in compartecipazione che abbiamo con Cecina e la riduzione CERTA a solo Proto Soccorso.
PORTO: si fa tanto parlare di un “egemonia” di Livorno che tarpa le ali a Piombino in questo assetto di Autorità di Sistema del mar Tirreno Settentrionale (molto strano considerato che attualmente la maggioranza dei membri del comitato di gestione ed il Presidente sono
PIOMBINESI!) e cambiare provincia ci farebbe diventare certo il primo (ed unico ) porto commerciale di Grosseto, peccato che metteremo la nostra infrastruttura nell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale e saremmo in compagnia dei porti di
Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, e questo pensiamo veramente possa essere un vantaggio per noi? O saremo totalmente fagocitati da queste realtà?
(oggi siamo in compagnia di Livorno, Portoferraio e Capraia, mi pare che il confronto tra porti non regga!)
In conclusione vediamo come si evolverà il dibattito e l’ter burocratico che, ad un certo punto, per norma di legge , prevede la consultazione dei cittadini tramite referendum e, solo con la maggioranza dei SI al trasferimento, gli atti e la proposta del Sindaco possono essere accedere agli step successivi.
Nell’attesa propongo di riprendersi Prato Ranieri….

