PIOMBINO – Rifondazione Comunista Piombino sulla situazione della Cardiologia a Piombino.
LA CARDIOLOGIA DELL’OSPEDALE DI PIOMBINO STA MORENDO.
La Val di Cornia subisce l’ennesimo colpo: il sindaco Ferrari conferma la riduzione della Cardiologia del nostro ospedale a sole 12 ore. Questo significa che l’UO Cardiologia, fondamentale per un territorio ad alto rischio cardiovascolare come il nostro, diventerà un semplice ambulatorio, lasciando la città senza specialisti per metà giornata, costringendo i pazienti critici a viaggi insostenibili verso Cecina o Grosseto, rendendo impossibile il supporto specialistico necessario alle funzioni operatorie e minacciando la continuità e la qualità dell’assistenza.
Ma questa non è solo una questione di organico specialistico, è la manifestazione dolorosa di una politica sanitaria che non tiene conto delle condizioni socio-economiche dei cittadini ma che guarda solo al pareggio di bilancio. Evidentemente ridimensionare un reparto importantissimo come la Cardiologia li aiuta in questo senso.
D’altronde il DM 70/2015, cioè quello di applicazione degli standard Balduzzi, fu elaborato di concerto tra il Ministero della Salute e il Ministero delle Finanze. Di concerto, perché uno degli obiettivi del DM 70/2015, cosiddetto Decreto Balduzzi e del relativo Regolamento era, ed è, l’uso appropriato delle risorse. Crediamo sia il caso di farci un ragionamento su queste parole.
Ma comunque noi non ci scandalizziamo, denunciamo. L’avevamo previsto, questo epilogo… quell’odio una storia cominciata molti anni fa. Avevamo ragione a dubitare quando l’ASL, ad agosto 2024, definiva “obbligata e temporanea” la riduzione a 12 ore del servizio. Non era obbligata né temporanea: stavano prendendo le misure, era un primo passo per smantellare il reparto, nonostante l’assunzione, un anno dopo, di ben cinque nuovi cardiologi su Cecina, che si sono aggiunti agli altri due già presenti. Questi specialisti dovevano servire tutti i cittadini, anche per quelli di Piombino, ma il baricentro era ed è ormai spostato altrove, come diciamo da tempo.
Quello che ci sconcerta, ma non più di tanto, a dire il vero, è che decisioni con impatti così significativi sulla salute pubblica vengano maturate e assunte senza un confronto preventivo e trasparente con i Sindaci e le Direzioni dei reparti ospedalieri coinvolti.
E’ questa una gravissima mancanza di trasparenza, oltre a un gravissimo disinteresse su un tema che doveva essere centrale per il Sindaco, e a farne le spese sono i cittadini
Il vero problema , però, come denunciamo da tempo, è la povertà sanitaria.
La politica ha mortificato questo territorio, lasciando i cittadini in una povertà tale che non possono più permettersi visite e spostamenti. Le persone arrivano al pronto soccorso solo quando sono allo stremo, perché l’ospedale è l’ultimo baluardo di cura garantita. Finché ce lo avranno.
Perché, ricordate…la sanità non è una multinazionale, non si possono applicare tagli o assumere decisioni come questa senza considerare che la Val di Cornia ha un’alta incidenza di malattie cardiache, che è collegata da una sola strada di accesso e che dista 50-80 km dai centri alternativi e che i cittadini non hanno alternative.
Il Reparto di Cardiologia non è negoziabile per la sicurezza dei cittadini di Piombino e di tutta la Val di Cornia, perché ogni cittadino ha pari diritto e dignità, e l’accesso agli stessi standard di cura non può essere negato solo in base alla residenza.
Rifondazione Comunista Piombino

