COMUNICATO STAMPA
Nel Consiglio Comunale del 28 Novembre e nella tavola rotonda del 5 Dicembre hanno immaginato un futuro roseo e chiesto a tutti di remare nella stessa direzione per realizzarlo.
Quindi niente dubbi e per risolvere i problemi che ostacolano il progetto Metinvest bisogna correre come è stato fatto con il rigassificatore mettendo un Commissario Governativo! Non hanno risposto alle domande e non è stata analizzata la drammatica situazione sia delle acciaierie che della Magona.
Ma i nodi vengono al pettine! Jindal senza avere presentato un piano industriale vuole tenere in fabbrica solo 470 persone! Forse questa era una delle clausole prevista nel memorandum di Marzo segretato e firmato con Governo, Regione e Comune? I quasi mille lavoratori in esubero che fine faranno dopo un altro anno di cassa integrazione?
Jindal ha portato le acciaierie ad un passo dal fallimento, non ha rispettato nessuno degli impegni presi con l’Accordo del 2018 e oggi continua indisturbato ad imporre i suoi interessi: vuole che tali numeri siano accolti nel nuovo Accordo di Programma previsto a Gennaio 2025. Del resto lo Stato invece di assumersi il compito di affrontare direttamente la crisi dell’acciaieria e anche gli indispensabili ammortizzatori sociali delega Jindal a gestire un altro anno di casa integrazione anche al di fuori delle regole che la legano ad un progetto industriale.
Come lavoratori non possiamo accettare questo Accordo con l’inaffidabile Jindal: aumenta il numero dei cassaintegrati, da per scontato che l’Accordo con Metinvest seguirà a breve e saprà dare garanzie occupazionali ai quasi mille lavoratori espulsi dalla fabbrica. In tal senso non da nessuna garanzia nemmeno la richiesta sindacale di affiancare la firma dell’Accordo con Jindal a quella della cessione delle aree a Metinvest! Su tali aree Metinvest senza nessun vincolo potrà fare cosa gli pare come per ora non ha nessun impegno alla assunzione dei lavoratori espulsi da JSW!
Noi pensiamo che per i 470 che resteranno con JSW si prospetta una vita difficile sotto ogni punto di vista e per gli altri forse la strada delineata è quella già percorsa dall’indotto: sparire. Infatti per ora nulla è certo per quanto attiene il progetto Metinvest ed il suo sviluppo! Si dice che a JSW si deve permettere di continuare a fare quel che gli pare perché da a Metinvest la possibilità di venire a Piombino. Possibilità e non certezza!
La realizzazione del progetto Metinvest non dipende esclusivamente da Jindal ma da altre moltissime variabili: la guerra Ucraina, la soluzione che si troverà per Taranto, i finanziamenti delle banche e del Governo, la compatibilità ambientale e territoriale, i costi delle bonifiche, ecc
Quindi per prima cosa riteniamo che, dopo aver cacciato Jindal, per tutelare i lavoratori ed il territorio sia necessario un unico Accordo che vincoli l’azione delle due future fabbriche l’una all’altra e non due Accordi slegati uno subito e l’altro a data da destinarsi! La vicenda di Taranto che si sta protraendo nel tempo senza una soluzione all’orizzonte non insegna nulla?
E prima degli Accordi sono indispensabili i rispettivi piani industriali valutati da esperti indipendenti, lavoratori e cittadini: e gli accordi dovranno garantire con vincoli e penali lavoratori e territorio. Inoltre vi devono essere presenti prepensionamenti e fuoriuscite pagate, come ugualmente dovrà essere prevista una società di scopo interamente pubblica (Regione, Provincia, Comune) come quella nata a Cornegliano quando chiuse l’area a caldo. Società che si prefigga di dare immediatamente lavoro ed integrazione salariale ai cassaintegrati impiegabili in lavori di bonifica e smantellamento delle aree della fabbrica od in lavori di pubblica necessità e che provveda alla loro formazione in vista di una futura occupazione non solo nel settore siderurgico.
Ma ancora di più è necessario che lo Stato dovendo investire in modo diretto ed indiretto varie centinaia di milioni per rendere possibile la nascita del polo siderurgico di Piombino cacci dunque l’inadempiente Jindal! Lo Stato si riprenda interamente lo stabilimento per dirigerlo ed attuare un piano industriale coerente con il rilancio della siderurgia Italiana senza mettere in concorrenza Piombino e Taranto e in linea con le aspettative dei lavoratori e dei cittadini del nostro territorio per poi andare a verificare in tale ottica la validità del progetto Metivest. Mentre scrivevamo questo comunicato abbiamo appreso della nuova tragedia avvenuta a Calenzano
Le morti sul lavoro non avvengono per fatalità, tutto è subordinato alla creazione del profitto anche la vita dei lavoratori. Non dobbiamo più accettarlo.
Coordinamento Art.1-Camping CIG

