Un libro originale nella sua struttura e nel contenuto. Una cosa scritta senza tentazioni intimistiche ed esistenziali, con diciotto recensioni dei libri di altri che l’Autore intende proporre come fossero capitoli di un romanzo, anzi di “Un quasi romanzo di lettore onnivoro”. In ultimo, però, c’è una postfazione di qualche paginetta con la recensione dei suoi libri, cui segue l’appendice di articoli o brani di articoli che parlano di quel che lui ha scritto o delle presentazioni che ha fatto: per come sono avvenute potremmo anche chiamarle fotografie di eventi. L’Autore sa che ogni opera, anche la più impersonale, la più fantasiosa, parla di chi scrive al Lettore. Ma all’Editore che glielo ha chiesto, ha risposto che di scrivere una vera e propria autobiografia non se la sentiva proprio. Semmai un’introduzione. Chi legge giudicherà l’insieme.
Due parole le merita la postfazione del libro, in cui Baldassarri rammenta le sue fatiche libresche, e in particolare “PiombinoNapoliBagnoli. Storia di acciaierie dismesse e di un rigassificatore insostenibile”, la cui lettura, cito testualmente, “suscita numerosi interrogativi sui temi del rapporto tra lavoro e ambiente, tra ruolo della politica e potere dell’economia e della finanza, tra interessi generali e esigenze locali”. La battaglia contro il rigassificatore nel porto di Piombino ha visto Baldassarri in prima linea con la forza delle sue vaste competenze di amministratore e (così si torna a bomba) di lettore onnivoro. Vorrei concludere con la frase contenuta in un articolo scritto da uno che è stato un grande giornalista ma che è passato alla storia per altro, cioè per la sua eccezionale attività politica e per il martirio nelle carceri fasciste. Il titolo è “Socialismo e cultura”, la pubblicazione risale a più di un secolo fa, esattamente al 29 gennaio 1916, su “Il grido del popolo”. L’autore è un giovane Antonio Gramsci. “La cultura – ci insegna Gramsci – è presa di possesso della propria personalità, è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri”. Ebbene, l’intenso impegno culturale di Fabio Baldassarri, compreso il “Quasi romanzo”, va in questa direzione di progresso interiore e di consapevolezza dell’importanza del sapere, decisivo per la buona salute della società e delle istituzioni democratiche.

