Suo genocidio portato avanti dal Governo Netanyahu

“Come Partito della Rifondazione Comunista non possiamo tacere di fronte al genocidio portato avanti dal Governo Netanyahu nei confronti della comunità palestinese.

Genocidio, sì, perché è così che si esprime la comunità internazionale, e lo fa per voce del procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Ahmad Khan, che ha richiesto l’immediato arresto del premier israeliano e del suo ministro della Difesa proprio per «crimini di guerra e crimini contro l’umanità».

Proviamo solo sdegno per ciò che il popolo palestinese, dal 1948 ad oggi, è stato costretto a subire in termini di violenze e umiliazioni, perpetrate da Israele.

E lo vogliamo urlare chiarendo un punto. A tutti coloro che gridano all’antisemitismo ogniqualvolta Israele è citata in causa per le violenze commesse, vogliamo rispondere che noi non potremmo MAI essere antisemiti. Non potremmo perché il popolo palestinese è un popolo SEMITA, ma soprattutto non potremmo perché nella storia politica del movimento comunista mai popoli interi sono stati criminalizzati su basi razziste o di appartenenza etnica. Per noi responsabile è il governo israeliano e chiunque lo sostenga. 

Semmai noi ci opponiamo al sionismo al pari degli ogni altro feroce nazionalismo che incendia il nostro mondo. In virtù di questa ragione ci opponiamo alla sistematica occupazione da parte di Israele dei territori del popolo palestinese. Ci opponiamo al progressivo allargamento delle colonie israeliane – passate da 100mila coloni a 670mila coloni in soli 30 anni – già dichiarate illegali  dalla comunità internazionale sin dalla loro fondazione a ridosso della fine della Guerra dei sei giorni. Colonie che rendono de iure e de facto Israele una potenza occupante. 

Attività dei coloni – vere e proprie milizie paramilitari nazionaliste – che con la crisi di Gaza non si è fermata ma che, al contrario, approfittando della disattenzione dei media, sono continuate con progressiva violenza. 

Infine, ci opponiamo al pericoloso progetto di Israele di estendere il conflitto – ormai unica leva di sopravvivenza del governo di Netanyahu – agli altri paesi confinanti, in primis il Libano. Insomma, a tutto ciò noi diciamo: basta! 

Basta ipocrisie e silenzi imbarazzanti, da parte dei “grandi” e “civili” paesi occidentali e da parte del nostro governo, da parte, inoltre, dei grandi partiti politici che animano queste nostre democrazie “pluraliste”, salvo poi unirsi tutti insieme al coro delle voci in sostegno a Tel Aviv. Ricordiamo, a conferma di questa ipocrisia, che le morti di Gaza non valgono meno di quelli di Kiev e che alla luce del diverso trattamento che governi e media riservano a queste due tragedie quel che denunciamo è, inoltre, il palese interesse economico che l’industria bellica occidentale – e non solo – nutre per solo uno di questi due conflitti.

Ciò risponde al perché, al contrario del regime di Putin, quello di Netanyahu non sia stato oggetto di sanzioni. 

I bambini di Gaza non hanno più voglia di vivere, gli adolescenti tentano il suicidio perché non hanno via di fuga, e con loro donne e anziani inermi, i quali non hanno alcuna responsabilità con l’attacco del 7 ottobre. Questo è il famoso nostro “stile di vita” che difendiamo così disperatamente?

Oggi dobbiamo innanzitutto pretendere il CESSATE IL FUOCO a GAZA e LA FINE DELLE INVASIONI IN CISGIORDANIA, e nel frattempo ci appelliamo ai politici pacifisti affinché si impegnino quotidianamente a favore del riconoscimento di uno Stato palestinese e perché le azioni del governo e dell’esercito israeliano non rimangano impunite .”

Circolo Rifondazione Comunista Piombino