Riflessioni sul confronto elettorale a distanza di una settimana

A ormai una settimana dal confronto fra candidati sindaci possiamo cominciare a tirare delle somme su quanto visto, sentito o non sentito, seguendo l’ordine dei temi trattati:

1) Partiamo con la rilevante assenza del candidato della coalizione di centro-sinistra, impegnato nei lavori del Consiglio Regionale per cui è stato eletto. Non possiamo non esprimere una notevole delusione a riguardo.

In una nota, si fa presente quanto sia importante continuare la propria partecipazione ai Consigli Regionali proprio in virtù del mandato popolare ottenuto alle scorse elezioni. Ci chiediamo, però, per la stessa motivazione, se sia serio e coscienzioso candidarsi per un determinato impegno politico se poi si è costretti giocoforza a dover rinunciare a eventi così importanti dal punto di vista elettorale, proprio a causa di un ruolo politico di ordine superiore.

Siamo diretti e chiediamo: se a questa corsa si crede davvero, non sarebbe forse il caso di rinunciare al ruolo di Consigliere Regionale fin da subito? Ricordiamo che in caso di vittoria sarà comunque costretto e che il suo ruolo è in scadenza il prossimo anno. I Piombinesi come possono ritenersi una priorità se per loro non si rinuncia neanche agli ultimi mesi di mandato in Regione? Per quanto corretta e lecita da un punto di vista professionale, riteniamo tale scelta quantomeno inelegante nei confronti dell’intero elettorato.

2) Sul tema del futuro degli stabilimenti siderurgici ci accodiamo alla richiesta di pubblicazione dei memorandum firmati con Metinvest e JSW effettuata da parte di due candidati.

Sebbene a grandi linee si conosca il contenuto, sarebbe quantomeno opportuno, in una fase così viva della campagna elettorale, rendere pubblici quei documenti, che lo ricordiamo sono stati sottoscritti, dagli altri due candidati per conto di Regione e Comune. In merito al contenuto (almeno per quello trapelato a mezzo stampa) condividiamo appieno, come già espresso precedentemente, le perplessità sollevate in merito alla riduzione degli oneri a carico di JSW. Rileviamo inoltre la rivendicazione del sindaco di non essersi piegato di fronte a nessuna azienda, almeno dal 2019 (testuale). Tale frase significa purtroppo intestarsi onori e oneri di quanto ottenuto nei memorandum, dove viene di fatto accettata la riduzione dell’indotto JSW da circa 1500 addetti a 400. “Tenere la barra dritta” (sempre testuale) significa talvolta fregiarsi di una sconfitta onorevole piuttosto che ammettere di aver perso la battaglia o di doverla proseguire. I proclami sensazionalistici, ormai consueti nella dialettica politica anche quanto i risultati sono piccoli, dovrebbero talvolta essere sostituiti dall’umiltà.

3) Sul tema del turismo non possiamo che constatare una sostanziale carenza di idee tra le varie proposte.

Tutti i Piombinesi sono a conoscenza della necessità di attrarre in città quanti più turisti possibile, ma è il candidato sindaco che deve indicare la via per farlo. Il nostro “orto”, al momento, non è florido come quello dei nostri confinanti, ma se vogliamo che lo diventi dobbiamo ripensarlo immedesimandoci nel turista e coordinando l’attività con chi già oggi riesce ad attrarre il turista sul vasto territorio comunale. Il turista, purtroppo, non sarà invogliato a raggiungere Piombino dal colore o dalla tipologia di pavimentazione presente in Corso Italia e nemmeno dalla presenza di un locale in più o in meno. Serve ripensare l’esperienza nel suo insieme, partendo da accoglienza, decoro, infrastrutture, ed eventi avendo ben chiaro l’obiettivo da raggiungere e cosa vogliamo offrire, ricucendo un territorio che purtroppo ad oggi, offre esperienze diverse e scollegate a secondo che si soggiorni in costa ovest, est o in zona urbana. Nel mandato che sta per concludersi questo lavoro poteva già essere stato fatto dai candidati che hanno fatto parte della maggioranza, ma evidentemente si è deciso di procrastinare senza spiegarci il perché. 

4) Riguardo l’economia locale (certamente legato al turismo di cui al punto precedente) non è stata detta una parola su zone che non siano il centro storico.

Da ormai troppo tempo si è scelto di valorizzare in maniera quasi esclusiva l’area di Corso Italia e Corso Vittorio Emanuele, per abbandonare a se stesse altre vie commerciali, periferie e promontorio. Questa politica altro non ha fatto che concentrare il commercio nel centro città, aumentando il degrado e l’incuria in tutti gli altri quartieri. Cuori pulsanti del commercio piombinese, quali via Petrarca e via Anita Garibaldi, per fare due esempi, si ritrovano pieni di fondi sfitti anche a causa di scelte politiche ben precise. Sarebbe ora quantomeno di tentare l’inversione di tendenza, individuando un’area di interesse per ogni quartiere da valorizzare economicamente e rendere fruibile alla cittadinanza e ai turisti.

5) Sulle infrastrutture, probabilmente a causa del poco tempo a disposizione dei candidati, è stata fatta una gran confusione mescolando edilizia pubblica, trasporti, infrastrutture stradali e impianti sportivi.

Iniziamo dall’edilizia pubblica, col ricordare al Sindaco che la manutenzione non è un risultato straordinario, ma il “minimo sindacale” per garantire la regolarità dei servizi offerti ai cittadini. È altrettanto innegabile lo stato di degrado in cui versavano in precedenza gli edifici comunali. In merito ai trasporti sottoscriviamo in pieno quanto evidenziato, ovvero che la linea ferroviaria Piombino-Campiglia Marittima è un completo disastro, con buchi di ore nei trasporti in arrivo.

La necessità di sedersi al tavolo con RFI è alquanto evidente, se non si vuole far diventare retorica tutte le belle parole sullo sviluppo del turismo. In merito alla strada 398 (secondo lotto), attesa da decenni, ma che ci viene spacciata come compensazione per il rigassificatore, ci chiediamo se saranno intraprese iniziative per attrarre quei turisti che di fatto non avranno più alcun contatto con la città. Occorrerebbe uno sforzo maggiore anche riguardo alla manutenzione delle altre infrastrutture viarie, visto lo stato di degrado avanzato del manto stradale e dei pericoli conseguenti per motociclisti e pedoni. Per gli impianti sportivi, oltre a fare rete, sarebbe opportuno, piuttosto che pensare ad una “cattedrale calcistica nel deserto” spendere  i quasi 5 milioni del fondo di coesione in un centro inclusivo dove far operare anche altre associazioni, magari con la creazione di spazi polifunzionali in cui accogliere sport minori e svantaggiati. Ci auguriamo che il buon senso porti la progettazione in quella direzione, piuttosto che ad un manufatto con uso così limitato.

6) Riguardo alla tutela della saluta non ci rimane altro che constatare la storica impotenza di entrambi gli schieramenti principali, uno colpevole di aver governato da sempre il nostro territorio e la Regione Toscana, l’altro colpevole di non essere riuscito a strappare nulla a chi questo sistema l’ha amministrato.

Quello che rimane in mano alla cittadinanza, tirata in mezzo a queste lotte intestine alla politica, è che esiste una Toscana di serie A con infrastrutture, aeroporti, ospedali distanziati al massimo 30 km (si pensi alla dorsale Livorno-Pisa-Pontedera-Empoli-Firenze), nella quale questi ospedali sono ancora in espansione, e una Toscana di Serie B, nella quale la tutela della salute viene messa da parte con il progressivo smantellamento di strutture già oggi rade sul territorio. Le vere vittime rimangono come sempre i cittadini Piombinesi costretti a muoversi di almeno 80-100 km per fare esami semplici. L’ospedale necessario, quello per cui combattere, non è unico con Cecina, ma quello della Val di Cornia, area troppo grande e con troppi rischi per avere un ospedale a mezzo servizio.

Per concludere, un ultimo punto, ma non meno importante. Sono mancate molte domande, pensiamo ad esempio alla discarica, alle bonifiche o al posizionamento in caso di richiesta di proroga della permanenza del rigassificatore. Avevamo già sottolineato in passato le contraddizioni presenti nelle posizioni dei candidati sostenuti dai due principali partiti nazionali, su questo ultimo tema. Prendiamo atto che in tal senso ancora non è stata espressa un’opinione, ricordando però che da questi temi non si può sfuggire.

Collettivo Popolare Piombinese