“San Silvestro a Piombino”

Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.

Ultimo giorno dell’anno a Piombino, negli anni Settanta, pure negli Ottanta. Fuga da Piombino, come se fosse un postatomico di Joe D’Amato, un fantastico apocalittico d’imitazione girato da Castellari. Fuga dal bronx, fuga dal mostro che sparge fumo e dolore anche l’ultimo giorno dell’anno. Fuga dalla colata continua, dalla cokeria, dallo spolverino. Adesso qualcosa è cambiato. Spettacoli in piazza, si balla dappertutto e non ci sono i fuochi d’artificio, per fortuna. Basta uscire di città, prendere la Geodetica, festa a Riotorto, commedia al Concordi di Campiglia e ballo di Capodanno, musica a Follonica e San Vincenzo. Ultimo giorno dell’anno nella Piombino dei miei vent’anni. Non saper che fare. Cenone alla Zattera con discoteca triste, trenino brasiliano e cotillions. Canadian Club a San Vincenzo, pessimo cibo, polenta con cinghiale surgelato. Marina di Grosseto a far tardi, disco di mare, spumante del discount da stappare. Bussoladomani di Bernardini, con Bramieri e la Cassini. Ciucheba Club a Castiglioncello, Gino Paoli al pianoforte. A Piombino il niente, solo voglia di fuga. Finito pure il tempo del Samantha, naufragato in tristezza da night. E il Joyce doveva ancora arrivare, ma non sarebbe durato.