Rifiuti, gas, acciaio questi sono i temi caldi del nostro territorio perché hanno risvolti di carattere economico, sociale, ambientale, sanitario e di sicurezza e per i quali riteniamo importante che l’Amministrazione informi la popolazione al fine di intraprendere quel percorso partecipato fatto di contributi e scambi di idee.
Molti gli interrogativi che ci poniamo, tante le risposte che ci aspettiamo.
Cominciamo dai rifiuti, o meglio dalle discariche di Ischia di Crociano.
Nella discarica denominata “cono rovescio” i conferimenti sono ripresi da mesi e con essi le maleodoranze. Percorrendo la strada della base geodetica si vede del personale impegnato presumibilmente nei lavori di copertura, questo ci induce a pensare che la Società Rinascenza, già titolare di un contratto di affitto delle due discariche ex Asiu ed ex Lucchini, abbia provveduto al loro acquisto, dal momento che il precedente titolo di gestione era in scadenza il 30 settembre con la clausola del non rinnovo.
E ancora in data 23 ottobre si è conclusa presso la Regione Toscana la Conferenza dei servizi decisoria sulla richiesta della Soc. Rinascenza di modifica della VIA per poter conferire in discarica rifiuti ad alto contenuto organico anziché gli industriali siderurgici.
Ci rivolgiamo all’Amministrazione comunale per avere notizie in merito all’eventuale acquisto delle discariche ex Lucchini ed ex Asiu da parte della Soc Rinascenza e notizie sul titolo proprietario o possessorio delle aree della LI53.
Ci risulta inoltre che sia stato anche discusso al T.a.r il ricorso inoltrato dal Comune contro il Demanio avverso il rilascio di concessione alla Soc.Rinascenza per il conferimento di rifiuti organici, chiediamo se la sentenza sia stata pubblicata.
In riferimento al Rigassificatore nel nostro porto, sono note le vicende di questi giorni che hanno visto la metaniera di turno sostare in rada per il forte vento rinviando l’accostamento alla Golar più volte per trasferire il proprio carico e le difficoltà, con la relativa rinuncia all’ attracco in porto, della nave Grimaldi con manovre che si sono svolte in spazi molto ristretti e prossimi alla Golar Tundra.
Chiediamo all’Amministrazione di attivarsi presso la Prefettura per far sì che elabori quanto prima il Piano di emergenza esterno anche se i disposti normativi consentono altro tempo a tale Istituzione, ma dal momento che l’impianto è in porto, vicino ad abitazioni e con navi che vanno e vengono in continuazione, sarebbe importante che la Prefettura predisponesse e facesse conoscere il piano per maggior sicurezza della città e noi come Comitato lo abbiamo chiesto in più occasioni.
Si chiede inoltre all’Amministrazione che si rivolga per noi al CTR per farci conoscere il Rapporto Definitivo di Sicurezza, lo stesso impugnato dalla Amministrazione comunale al Tar. Il CTR, infatti, si è espresso con un diniego nei nostri confronti tramite il “silenzio rifiuto”, mentre continuiamo a pensare che sarebbe importante che anche la popolazione fosse messa a conoscenza di aspetti che riguardano la loro sicurezza.
In riferimento al progetto Metinvest Danieli ci rivolgiamo all’Amministrazione per conoscere il progetto proposto, poiché dai giornali si legge che gli accordi tra le parti dovrebbero concludersi in via di massima entro la fine di novembre. Sempre da informazioni giornalistiche e dal progetto presentato in Friuli, osteggiato e rifiutato da quella popolazione e da 8 sindaci, si legge che la Società interessata propone di realizzare sul nostro territorio una acciaieria elettrica da 2,5 milioni di tonnellate annue.
Rifiuti, gas, acciaio
Certo, il progetto va conosciuto per fare osservazioni e tentare di dare contributi, ma già da questi dati si possono fare alcune osservazioni ed esternare preoccupazioni quali:
-il timore di tornare ad una monocoltura industriale che mal si potrebbe conciliare con il processo in atto di diversificazione produttiva;
-la prospettiva che gli investitori prediligano la parte impiantistica inerente la produzione di acciaio a scapito della fase della laminazione, quest’ultima infatti potrebbe impiegare un maggior numero di addetti e un minor inquinamento;
-il rischio che si tenti di realizzare nell’immediato ma anche in futuro, vale a dire ad azienda operante, impianto in loco per il preridotto, così tanto auspicato dalle industrie siderurgiche per diminuire la dipendenza dall’estero dei rottami di ferro e per rifornire le Acciaierie del Nord;
-le difficoltà del reperimento di ingenti quantità di acqua, le problematiche connesse alle caratteristiche geomorfologiche dei nostri terreni paludosi e da bonificare, senza contare gli agenti inquinanti quali polveri, emissioni, rumori che, anche con le migliori tecnologie, difficilmente potrebbero essere eliminati ma anzi verrebbero a sommarsi ad una “delicata situazione” già presente.
Ci rivolgiamo all’Amministrazione Comunale perché si discuta con la popolazione il progetto presentato prima di sottoscrivere alcun accordo, per le implicazioni non indifferenti che tali accordi potrebbero ripercuotersi sulla la città da un punto di vista economico, sociale, ambientale, sanitario e della sicurezza.
Le bonifiche dello Stato mai attuate (ora invece dovrebbe farle alla svelta), gli ingenti finanziamenti che lo Stato dovrà reperire, le procedure d’urgenza che potrebbero essere applicate anche per questo insediamento industriale ai sensi dell’art.32 del decreto Aiuti bis, non ci confortano e non ci tranquillizzano affatto.
Il Comitato Salute Pubblica Piombino Val di Cornia

