Lavori di Pubblica Necessità

Comunicato stampa.

COMUNICATO STAMPA

Sono passati 4 anni da quando il Camping CIG avanzò la proposta dei Lavori di Pubblica Necessità (LPN ). Su iniziativa del consigliere Callaioli, nel febbraio 2020 il Consiglio comunale di Piombino decise all’unanimità di approfondirla sistematicamente. Ora che la bufera covid sembra in via di superamento, il Camping CIG rilancia. Secondo la proposta di LPN, i titolari di ammortizzatori sociali, di reddito di cittadinanza e prevedibili esuberi passano da una collocazione assistenziale, a un’occupazione socialmente produttiva retribuita degnamente. Sfida difficile quanto utile.

LPN: così designamo interventi destinati alle aree di crisi complessa, come Piombino, sostanzialmente diversi dai Lavori Socialmente Utili e dai Lavori di Pubblica Utilità. Si tratta di realizzare obbiettivi più generali dell’occasionale sostegno al reddito di lavoratori in ammortizzatori sociali e disoccupati. Occorre investire fondi pubblici su larga scala (Area di Crisi Complessa, Sito di Interesse Nazionale, Progetti Europei etc), i quali consentano concretamente l’avvio di progetti per uno sviluppo di qualità. Servono infatti interventi corposi, necessari allo sviluppo, quali bonifica e messa in sicurezza delle aree del Sito di Interesse Nazionale (SIN); manutenzione straordinaria e sicurezza del territorio (idrogeologica, antincendio, florofaunistica); opere di ripristino, salvaguardia e fruibilità turistica dei litorali; manutenzione straordinaria di infrastrutture (perdite acquedotti, abbattimento barriere architettoniche); potenziamento dei collegamenti viari e ferroviari con il porto; controllo, messa in sicurezza e manutenzione strutture viarie ed edifici pubblici (scuole in primis), secondo progetti coordinati dai Comuni, selezionati con ampia partecipazione dei lavoratori e dei cittadini.

Le importanti risorse pubbliche, rappresentate da ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza corrisposti a chi ne ha diritto, devono essere così investite in modo da diminuire nella misura corrispondente il costo per i Comuni degli interventi urgenti e in abbandono da lungo tempo.
E si devono prevedere incentivi per i lavoratori titolari di ammortizzatori sociali in attesa di tornare al proprio posto di lavoro e per i beneficiari di reddito di cittadinanza, coinvolti su base volontaria nei LPN: salario pieno del posto occupato, piena copertura pensionistica (altro che contributi figurativi), a fronte dell’orario di lavoro pieno. Così pure, eventuali sgravi fiscali per le imprese coinvolte. La partecipazione ai LPN deve essere aperta a tutti i percettori di ammortizzatori sociali o reddito di cittadinanza, non solo siderurgici, e trainare anche quote di disoccupati. Questi troverebbero disponibili un certo numero di posti di lavoro che non sono mai stati attivati in passato e non lo sarebbero oggi senza i LPN. Non tanto, dunque, una risposta unicamente alla crisi delle acciaierie, bensì un approccio, tanto parziale quanto determinato e non solo simbolico, alla crisi complessiva della Val di Cornia: un modo per contribuire all’indispensabile piano di rinascita del comprensorio.

Anche in vista dell’incontro al ministero del 27 aprile, le Organizzazioni sindacali sono chiamate a sostenere e sollecitare l’indispensabile raccordo istituzionale fra Comune, Regione, Governo, Parlamento per gli aggiustamenti normativi necessari a istituire i LPN, anche in deroga temporanea sperimentale, di cui il Consiglio comunale deve farsi promotore. Se mancasse anche una sola di queste precondizioni, la proposta si ridurrebbe a una ennesima mossa dilatoria per anestetizzare la percezione, tanto diffusa quanto confusa, della gravità della situazione.

Coordinamento Art.1 Camping CIG