“Che Piombino non potrà più essere la città dell’acciaio, o almeno non potrà più essere solo quello, siamo quasi tutti d’accordo”

Che Piombino non potrà più essere la città dell’acciaio (o almeno non potrà più essere solo quello) siamo (quasi) tutti d’accordo. Certo che nessuno si aspettava che Piombino diventasse la città dei chioschi. Distribuiti a
pioggia un po’ dovunque. Nei giardini, nei parcheggi, nelle aiuole. Perfino in collo ad altri
chioschi.

È sempre, lo stesso meccanismo. La vecchia amministrazione ne prevedeva sei? E noi ce ne mettiamo quindici. Idee nuove zero. Programmazione zero. Nuovi progetti zero. Io non ho nulla contro i chioschi. Ma neanche si può pensare di risolvere i problemi del commercio e del turismo a Piombino moltiplicandoli.

La città è impoverita, piegata su sé stessa. È sporca, buia, tenuta male. Ci sono aree sempre più estese in preda al degrado economico e sociale, problemi crescenti di ordine pubblico e zone dove la notte la gente si perita ad uscire. Non abbiamo fatto nulla per migliorare la mobilità in città: piste ciclabili, nuovi parcheggi. Nelle aree davanti al Bar Elba, tanto per dire, quando saranno venuti giù gli impianti, cosa ci facciamo? Forse ci starebbe bene un’area di parcheggio, magari pensando a riqualificare le strade che portano in centro.

Qualcuno se ne preoccupa? Qualcuno ha aperto una trattativa con la proprietà? Non abbiamo messo mano ad un solo progetto sui beni culturali. Ci sono aree, come quella del Castello e del Pro Patria, abbandonate a sé stesse. Le presenze turistiche sono tutte concentrate in estate. Da fine agosto in poi la città è morta. Non c’è un evento, una manifestazione.

Le tradizioni che avevamo, la Sagra del Pesce, il Carnevale, invece di valorizzarle, le abbiamo ammazzate del tutto.
Avevamo intrapreso la strada del turismo enogastronomico, legato alle tipicità, alla cultura del vino. Tutto morto. Il mercato coperto, in altre città, è diventato un’attrazione turistica. Qui non si sa che cosa farci.

Tutto rimane uguale a sé stesso, solo più vecchio e scalcagnato. E poi c’è il problema dei problemi. Cioè che mezza città non lavora. Non si fa nulla, né per la siderurgia, né per trovare alternative. Si vive alla giornata. Si rinnova la cassa integrazione e per un anno siamo a posto. Chi può fa l’aperitivo al chioschino. Chi non può (e pare siano sempre di più) fa la fila alla Caritas.

Ma, alla fine, chi ce lo fa fare di pensare a queste cose? È roba noiosa, perfino fastidiosa. Comporta impegno, richiede una visione. Richiede fatica. Vabbè.

Se conoscete un’aiuola libera, un pezzetto di giardino pubblico inutilizzato, una fioriera, segnalatela al comune. Magari mettiamo un chioschino anche lì.

ANDREA BALDASSARRI
SEGRETARIO UNIONE COMUNALE PD PIOMBINO
VIA MARCO POLO, 12
57025 PIOMBINO (LI)