PD: Parte da noi – Val di Cornia per Elly Schlein

Comunicato stampa.

Il congresso del Partito Democratico rappresenta forse l’ultima possibilità per il campo progressista di ricostruire una connessione sentimentale con il proprio popolo.

Le conseguenze della Grande Recessione originata dalla crisi finanziaria del 2008 prima, e della pandemia e del conflitto russo-ucraino dopo, si sono riverberate in maniera più forte sui ceti meno abbienti della popolazione.

La precarietà del lavoro, la stagnazione dei salari, sostanzialmente rimasti invariati da 30 anni, nonostante un costo della vita sempre più alto – lo vediamo bene oggi col caro energia – hanno fatto perdere ancora di più potere d’acquisto alle fasce più deboli della popolazione, un tempo il fulcro dell’elettorato della
sinistra. Si è bloccata la mobilità sociale e la speranza che, con una buona istruzione, si potesse ambire a migliorare la propria condizione sociale. In estrema sintesi, sono aumentate le diseguaglianze, in una stratificazione
sociale completamente mutata.

Il modello di sviluppo neoliberista, abbracciato anche dalla sinistra a partire dagli anni ’90 nella convinzione che il mercato fosse capace di autoregolarsi, permettendo crescita, occupazione e benessere per tutti, ha mostrato i suoi limiti e può dirsi oggi superato. Ce lo dimostrano plasticamente le misure introdotte dal Governo del nostro Paese durante la crisi pandemica e la risposta che l’Europa ha fornito agli Stati membri attraverso il Next Generation EU, strumento col quale l’Unione Europea ha colto l’importanza di intervenire nelle economie dei Paesi attraverso l’erogazione di fondi, finanziati con debito comune, al fine di favorire la ripresa.

È tempo, pertanto, per la sinistra di proporre una nuova narrazione in grado di ricondurre nell’alveo progressista tutti quei settori della popolazione che in questi anni sono rimasti indietro e che hanno cercato rifugio nelle sirene populiste o etno-nazionaliste.

Per farlo, è necessario recuperare un rapporto con i corpi intermedi, a partire dai sindacati, perché la disintermediazione e la deregolamentazione del mercato del lavoro hanno lasciato i lavoratori in balia di sé stessi, in una concorrenza al ribasso per posti di lavoro spesso precari e mal pagati. Così come col mondo del terzo settore e del volontariato, la cui importanza abbiamo ben compresa durante l’emergenza pandemica. È tempo altresì di soffermarsi attentamente sulla questione ambientale, essendo quello della crisi climatica e dello sviluppo sostenibile un tema oggi non più rimandabile perché ne va del futuro del pianeta e delle nuove generazioni.

Particolare rilevanza, in questo senso, ha il problema della produzione di energia, che richiede coraggio e capacità di progettazione, per uscire dalla logica emergenziale e garantire una vera indipendenza energetica basata sullo sfruttamento delle fonti rinnovabili.

È necessario un profilo più netto e politiche più coerenti orientate alla difesa dei servizi pubblici e, in particolare, la sanità, con una ridefinizione di politiche e strumenti che garantiscono a tutti i cittadini il diritto alla salute e la scuola, l’università, la ricerca, viste non solo come veicolo di crescita e di qualificazione
dell’economia, ma anche come veicolo dei valori costituzionali della libertà, della eguaglianza, della laicità e dell’antifascismo.

È tempo, in altre parole, per la sinistra di costruire un’alternativa netta alla destra non soltanto sul piano dei valori post-materialisti e culturali, ma anche sulla visione economica e sociale, proponendo un modello di sviluppo capace di coniugare la crescita con la giustizia sociale e ambientale e la riduzione delle diseguaglianze.

Per tutte queste ragioni, riteniamo che Elly Schlein, per la sua storia politica, rappresenti la candidatura migliore per rilanciare un partito che, se vuole recuperare terreno laddove l’ha perduto, lungi dal dare continuità alle politiche
fino ad oggi portate avanti, deve proporre un’offerta politica di radicale discontinuità che sia capace di restituire la speranza di riscatto sociale a chi in questi anni si è sentito abbandonato. Nella convinzione che se non la facciamo noi non lo farà nessun altro.

Nei prossimi giorni promuoveremo delle assemblee pubbliche nei comuni della Val di Cornia, per costituire un comitato.

Queste le date dei primi incontri:
Venturina: Martedì 10 gennaio, ore 21.00 – Saletta Comunale.
Piombino: Mercoledì 11 Gennaio, ore 18.00 – Sede da definire.