CAMPIGLIA MARITTIMA – STAZIONE DI CAMPIGLIA, BASTA ANNUNCI: IL DEGRADO RESTA, IL COMITATO PENDOLARI HA GIÀ
PRESENTATO PROPOSTE CONCRETE
La sindaca Ticciati parla di rilancio della stazione, ma il Comitato Pendolari Costa Tirrenica denuncia l’incuria persistente delle aree comunali e ricorda le proposte operative già trasmesse alla Regione per i collegamenti con l’Elba.
CAMPIGLIA MARITTIMA – Le recenti dichiarazioni della sindaca Alberta Ticciati sul potenziamento della stazione ferroviaria di Campiglia Marittima, in risposta alle iniziative di Federalberghi per migliorare i collegamenti con l’Isola d’Elba, appaiono in evidente contrasto con le condizioni effettive dello scalo e delle aree circostanti.
Una situazione di progressivo impoverimento iniziata almeno nel 2017, con la soppressione del presidio della Polizia Ferroviaria, alla quale si è accompagnata negli anni la scomparsa di servizi essenziali come la biglietteria con personale, il bar e l’edicola.
Uno scalo fondamentale per l’intera Val di Cornia, Piombino e l’Isola d’Elba, ormai privo di adeguati presìdi e servizi di accoglienza.
Ma è soprattutto il degrado delle aree esterne a rendere poco credibili gli annunci sul rilancio.
Il sopralluogo del Comitato Pendolari Costa Tirrenica del 7 novembre ha documentato buche profonde oltre cinque centimetri, erba alta più di un metro, cumuli di calcinacci e sporcizia diffusa.
Le aree gestite da RFI risultano invece perfettamente pulite e curate.
Il Comitato denuncia una situazione di incuria che considera ormai permanente da almeno un decennio: le criticità erano segnalate dalla stampa già nel 2019, poi nel 2025 e dall’opposizione consiliare nel gennaio 2026. Chi frequenta lo scalo dal 2020 riferisce di non aver mai visto interventi significativi di manutenzione nelle aree esterne interessate.
La sindaca Ticciati ha ricoperto il ruolo di assessora dal 2014 al 2019 e guida il Comune dal 2019.
La continuità di governo impone quindi una domanda precisa sulle risposte offerte a problemi conosciuti da anni: il degrado non è nato con l’ultima Giunta né può essere trattato come un’emergenza improvvisa.
Nel giugno 2026 il Comune ha approvato un progetto di riqualificazione da 300.000 euro e successivamente avviato le procedure per i lavori.
È un passaggio amministrativo, ma non cancella un decennio di segnalazioni e di incuria né giustifica le condizioni riscontrate il 7 novembre.
Occorre rendere noto un cronoprogramma certo degli interventi.
Perché un conto è la riasfaltatura definitiva, altro è la manutenzione corrente. Per tagliare l’erba, rimuovere la sporcizia e mettere in sicurezza le buche con riparazioni provvisorie localizzate, non serve attendere il grande appalto: servono manutenzione programmata e interventi tempestivi.
È proprio questa la contraddizione denunciata dal Comitato: si parla di strategie, turismo e intermodalità, mentre rimangono irrisolti problemi elementari di manutenzione e decoro.
Il Comitato Pendolari Costa Tirrenica, invece, ha già presentato alla Regione Toscana proposte operative per potenziare realmente i collegamenti ferroviari con Piombino e l’Elba.
Il progetto trasmesso il 13 agosto 2026 prevede, per chi deve raggiungere l’Elba, il prolungamento serale del regionale R 19426 fino a Piombino Marittima, una successiva corsa serale di ritorno dal porto verso Campiglia e un nuovo collegamento mattutino per Grosseto, con coincidenza per Roma, attraverso un migliore impiego del materiale ferroviario esistente.
Una proposta con treni, orari e coincidenze individuati, trasmessa alla Regione e già oggetto delle
verifiche tecniche avviate: non una generica dichiarazione di intenti.
Il Comitato ha già fatto la propria parte: ha studiato i problemi, elaborato soluzioni e trasmesso la documentazione alla Regione.
Alla sindaca Ticciati e alle istituzioni competenti spetta ora dimostrare altrettanta concretezza.
Servono interventi immediati sulle aree comunali, tempi certi per i lavori e un’azione istituzionale per recuperare i servizi essenziali dello scalo.
La differenza tra gli annunci e i fatti si misura sul terreno. E oggi, attorno alla stazione, quella differenza è ancora fin troppo evidente.
COMITATO PENDOLARI COSTA TIRRENICA

