PIOMBINO – accogliamo la lettera della signora Giovanna Manneschi, ex concessionaria del “Gattarossa”.
“Sono Giovanna Manneschi,
ex concessionaria di un terreno comunale sul quale, nel 2008, ho costruito totalmente a mie spese la struttura del “Gattarossa” nel comune di Piombino LI.
Chi ha vissuto o seguito questa storia sa che, dietro i faldoni amministrativi, si nasconde un percorso lungo, faticoso e, per quanto mi riguarda, estremamente doloroso dal punto di vista commerciale, personale e anche psicologico.
Ciò a cui ho dovuto assistere anche ieri scorrendo su un social , supera secondo me il perimetro del dibattito pubblico e investe direttamente l’etica istituzionale.
Vedere la “fine” di questa mia dolorosa vicenda celebrata e festeggiata pubblicamente sui social, con l’apposizione del logo di un partito politico con il nome e cognome di un consigliere comunale, rappresenta un atto di profonda insensibilità.
Politicizzare il dramma personale ed economico di una cittadina, trattandolo alla stregua di un trofeo o di un successo propagandistico da esibire sotto una bandiera di parte, dimostra una totale assenza di empatia verso l’aspetto umano e verso la salute psicologica di chi quella vicenda l’ha subita sulla propria pelle.
Le istituzioni appartengono a tutti i cittadini, non a una fazione, e chi le rappresenta ha il dovere morale di tutelare la dignità delle persone, anche e soprattutto nei momenti di chiusura di percorsi amministrativi complessi.
Associare la vicenda amministrativa al marchio di un partito, per meri fini di consenso, è un gesto che calpesta il decoro della politica prima ancora che il fondamentale senso di solidarietà umana.
Con l’auspicio che questa mia segnalazione possa stimolare una riflessione profonda sul rispetto della dignità delle persone, sulla misura dell’etica pubblica e sulla necessità che le vicende personali dei cittadini non vengano mai più trasformate in strumenti di propaganda politica”.

