“Due parole ad alta voce su San Vincenzo e gli olivi comunali”

SAN VINCENZO –  Due parole ad alta voce su San Vincenzo e gli “olivi comunali”.

Partecipare a un bando pubblico per la gestione degli olivi comunali è un’opportunità o una rimessa economica?

Facciamo due conti seri, carte alla mano, analizzando l’ultimo articolo di giornale e i dati reali. Il Comune ha messo a bando 343 olivi (tutti alberi di 20 anni o più). L’articolo celebra trionfalmente 382 litri di olio prodotti in totale. Il vicesindaco mi ha confermato ( come da screen messo) che quei 382 litri sono il raccolto complessivo: il 10% va al Comune, il resto al vincitore del bando.

Ora, facciamo due conti elementari:382 litri diviso 343 piante fa una media di 1 litro e 11 centilitri a pianta (11 kg di olive circa ). Significa meno di mezza cassetta ad olivo (considerando che le cassette sono da circa 23 kg).Vediamo i costi vivi a carico del vincitore:
Potatura (al ribasso, 15€ a pianta): 5.145€ Raccolta (15€ a pianta): 5.145€ Frangitura: 380€ Fideiussione bancaria: 250€ Polizza assicurativa: 300€ TOTALE COSTI: circa 11.220€ (non considerando smaltimento potature costo di ammortamento dei materiali, trattamenti fitosanitari biologici, ecc). A fronte di questi costi spaventosi, al vincitore restano circa 344 litri d’olio. Vendendoli a un prezzo alto (18 € al litro), si incassano circa 6.192 €.Il risultato? Una perdita secca di oltre 5.000 € (e un costo di produzione folle di circa 30-32 € al litro, senza nemmeno contare latte ed etichette).

A questo punto la domanda sorge spontanea: questi costi chi li paga? Il soggetto che ha vinto il bando? Se deve essere una rimessa del genere, non sarebbe molto più bello e logico — sulla falsariga degli orti sociali — istituire anche gli “olivi sociali”, come già fanno con successo tanti comuni vicini a noi (penso a Piombino)? Gestiti dai cittadini, dalle associazioni o dalle scuole, per vivere il verde pubblico come comunità anziché trasformarlo in un salasso economico per il privato di turno.

Voi che ne pensate?

Andrea Callari