CAMPIGLIA MARITTIMA – L’Amministrazione comunale contro l’iniziativa di “Cambiamo Futuro” per il 4 novembre:
“Un’iniziativa che delegittima le istituzioni e offende il rispetto delle regole democratiche»
L’Amministrazione comunale di Campiglia Marittima, nella figura della Sindaca Alberta Ticciati e dell’intera Giunta, esprime profonda contrarietà e vivo disappunto per l’iniziativa assunta questa mattina, mercoledì 4 novembre, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Sulla vicenda interviene la Sindaca Alberta Ticciati: «Il consigliere comunale Alessio Albertoni, capogruppo della lista civica “Cambiamo Futuro”, nonché candidato sindaco alle ultime elezioni, membro delle Forze Armate e presidente di un’associazione apolitica come Italia Nostra, ha ritenuto di poter organizzare una propria celebrazione della ricorrenza del 4 novembre in luogo dell’Amministrazione democraticamente eletta, invitando i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle associazioni e della comunità civile e religiosa.
In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, nella quale si celebrano e si ricordano i caduti di tutte le guerre, il Comune aveva già condiviso nelle scorse settimane con le autorità civili, militari e religiose la decisione di celebrare ufficialmente la ricorrenza nella mattinata di sabato 7 novembre, con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione della cittadinanza.
Tuttavia, oggi, a causa della scellerata e miope ricerca di visibilità a tutti i costi del consigliere Albertoni, il 4 Novembre è diventato scenario di offesa e svilimento delle Istituzioni e teatro di una becera propaganda personale.
La sua auto-investitura non può essere intesa come una banale iniziativa personale o una gaffe, ma assume un significato politico e istituzionale preciso, tanto più grave in quanto compiuta in spregio ai ruoli e alle prerogative che discendono dal mandato democratico, poiché si è abusivamente sostituito alla sottoscritta.
Il suo gesto, compiuto con consapevolezza e volontà, è di una gravità inaudita, poiché si configura come un evidente tentativo di delegittimare l’Amministrazione democraticamente eletta e, attraverso di essa, il responso delle urne.
Atteggiamenti di profonda arroganza come questo calpestano le regole della democrazia e destano profonda preoccupazione, soprattutto in un momento storico nel quale il rispetto reciproco e il riconoscimento delle istituzioni vengono messi in discussione, pur rappresentando un fondamento irrinunciabile della convivenza.
Non è accettabile che ricorrenze che appartengono all’intera collettività vengano utilizzate per alimentare contrapposizioni o per tentare di sostituirsi alle istituzioni legittimamente elette.
Il mancato rispetto del ruolo istituzionale, a maggior ragione da parte di un consigliere comunale, dimostra la totale mancanza di rispetto anche nei confronti dei cittadini e delle cittadine, per conto dei quali siamo chiamati a esercitare, ciascuno per la propria parte, i ruoli assegnati attraverso il voto libero e democratico.
Evidentemente a corto di argomenti, il consigliere Albertoni è arrivato persino a strumentalizzare la memoria dei nostri caduti e ha accolto al raduno privato e identitario la bandiera del Regno Italico, con un nostalgico richiamo alla monarchia. Il tricolore che mi pregio e onoro di indossare non è un capriccio, lo ricordo perché evidentemente necessario, ma una responsabilità conferitami da un mandato popolare.
Nel rispetto delle leggi che organizzano la vita civile del nostro Paese, la memoria dei nostri caduti e il valore delle Forze Armate appartengono alla Repubblica, non alla propaganda di qualcuno o di qualcosa.
I valori democratici, il rispetto delle istituzioni e la partecipazione sono profondamente radicati nella nostra comunità ed è proprio in nome di questi valori che l’Amministrazione comunale respinge con assoluta fermezza quanto accaduto.
Invitiamo il consigliere Albertoni a chiedere scusa alla città e a rispettare le regole della nostra democrazia, anche quando questo significhi rispettare figure che incarnano la Repubblica Italiana e che non sono di suo gradimento.
Il rispetto della democrazia non è una questione di opportunità politica, ma una regola fondamentale che vale sempre e per tutti. C’è una linea invalicabile che separa la legittima dialettica politica dallo sciacallaggio delle funzioni istituzionali: oggi quella linea è stata superata».

