Cachi
Quale frutto mangio?
Bene, arrivato a fine pasto mangio la frutta (sì, lo so, alcuni consigliano di mangiarla lontana dai pasti, ma a me garba così) e mi ritrovo a scegliere tra cachi, kaki, pomi, diòsperi e loti… e la scelta si complica e si fa difficile. Ma, una ricetta sulla frutta?
Ebbene sì, la frutta si mangia cruda e qualcuno, prima o poi, doveva scrivere la ricetta della frutta a fine o lontana dai pasti. Bene, facciamo questa scelta: se stai nel fiorentino e dintorni ti tocca mangiare un diòspero, se abiti nel livornese (che è parecchio meglio) ti prendi un caco (e ci ridi pure), a Piombino e dintorni ecco il pomo ma, e non te lo consiglio, se sei un raffinato italico ti può capitare di mangiare un loto. Mah (con l’acca), questa ricetta serve a parlare male degli altri?
Sì, ma anche a ricordare a tutti che questo frutto, comunque si chiami, è arrivato in Italia nel 1880 e il primo italiano che ne apprezzò la bontà fu il Maestro Giuseppe Verdi, otto anni dopo.
La ricetta, la ricetta chiedete in coro e a gran voce, eccola: per 1 persona prendete un pomo (ho deciso, lo chiamo così), la mettete su un piccolo piatto e, aiutandovi con un coltello e una forchettina o cucchiaio, lo tagliate e lo mangiate, c’è chi lo sbuccia, io no, ma lo lavo bene.
Rimuovete il nocciolo che è presente se il frutto è stato impollinato e, senza tanti impiattamenti, ve lo gustate a più non posso. Per chi si fosse distratto, ricordo che questi frutti, come si vede dalla foto, sono arancioni e si trovano in questo periodo dell’anno.
Ultima cosa: ci sono i cachi mela, più duri e croccanti, e quelli detti alla vaniglia, più morbidi, scioglievoli, saporiti e che si sfanno in bocca… mmm questi sono parecchio più buoni ma, accidenti, mi sono sbrodolato la camicia!

