Anselmi: “Da che pulpito viene la predica”

PIOMBINO – Dopo le polemiche scaturite da un post Facebook di Anselmi, nella giornata di ieri, ecco una sua precisazione che abbiamo preso dalla sua pagina.

“𝐃𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐔𝐋𝐏𝐈𝐓𝐎 𝐕𝐈𝐄𝐍𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐃𝐈𝐂𝐀!

La capogruppo del PD esprime solidarietà alla capogruppo di Piombino Domani per una mia grafica che, a suo dire, sarebbe offensiva e lesiva.

Ma siamo sicuri che si sia letto tutto il contenuto del post? Perché la mia critica è squisitamente politica e non personale. Basta leggere le parole, anziché fermarsi alla grafica.

Definire la capogruppo di Piombino Domani il «Signor No» dei tempi di Mike Bongiorno è una provocazione, certo, ma rende bene l’idea di un atteggiamento politico che si ripete puntualmente: emendamenti, cavilli e pretesti per non votare i nostri documenti.

L’ultimo caso è quello della mozione sul Signal for Help, un importante strumento di sensibilizzazione e aiuto per le donne vittime di violenza, un tema sul quale sarebbe stato auspicabile trovare la massima condivisione. E invece no.

Ancora oggi mi chiedo quale fosse il motivo per non sostenere una proposta del genere. Una posizione che, alla luce dei fatti, appare difficile da comprendere, se non alla luce di una contrapposizione politica che finisce per prevalere anche su questioni che dovrebbero unire tutti.

Ma veniamo al punto.

Se una grafica colorita non piace, se una provocazione politica viene ritenuta eccessiva, se qualcuno si sente infastidito, ne prendo atto. Mi dispiace se ha creato turbamento, ma definire tutto questo offensivo e lesivo significa spostare il confronto politico su un terreno che non gli appartiene.

E allora, alla capogruppo del PD, viene spontaneo chiedere: da che pulpito viene la predica?

Perché, come dimostrano le immagini che allego, anche il PD ha utilizzato fotografie del sindaco Francesco Ferrari in espressioni tutt’altro che lusinghiere, presentandolo in pose che possono apparire goffe o ridicole.

In quel caso era legittima ironia politica. Adesso, invece, una mia grafica diventa un caso?

Se lo fanno loro è satira politica, se lo faccio io diventa un’offesa?

Il confronto politico deve valere per tutti, senza doppi standard e senza indignazioni a geometria variabile.

E a chi si unisce al coro della solidarietà, magari per opportunità o per evitare polemiche, rivolgo un invito semplice: prima di giudicare la cornice, sarebbe opportuno guardare il quadro nella sua interezza.

Perché il punto non è una grafica più o meno colorita. Il punto è il comportamento politico di chi, troppo spesso, sembra trovare ogni occasione per non condividere le proposte degli altri, anche quando riguardano temi importanti come la tutela delle donne.

La politica si giudica sui fatti, sulle scelte e sui voti espressi. Non sulle indignazioni di comodo.

E soprattutto, la coerenza non può essere a senso unico”.