PIOMBINO – COMUNICATO STAMPA
Il Progetto Metinvest è fermo se non troverà un nuovo socio che porta i soldi; varie voci parlano di un possibile abbandono.
Non siamo sorpresi,vedremo a fine Ottobre cosa succederà. Certamente non condividiamo l’affermazione del Sindaco che sminuisce sia la gravità della situazione sia l’importanza della scelta dei soggetti che dovrebbero costruire una delle più grande acciaierie elettriche d’Italia.
Ma oggi vogliamo parlare dell’Accordo di Programma (AdP) firmato nello scorso Luglio da Jindal di cui purtroppo gli indispensabili Allegati (Piano industriale, Cronoprogramma, ecc.) non sono stati ancora resi pubblici. Perché? Con la nuova firma il precedente Accordo JSW del 2018 è annullato.
Così dopo 8 anni con lo stabilimento portato ad un passo dal fallimento e con tutte le promesse non mantenute dalla multinazionale perdonate, tutto è cancellato e si ricomincia da capo! Gli Accordi scritti fino ad oggi in mancanza di impegni stringenti e di penali in caso di mancata attuazione si possono tranquillamente ignorare, i fatti lo dimostrano.
Anche questo ultimo AdP non contiene penali da applicare alla multinazionale inadempiente, sono previste (ma non scritte) solo per quanto attiene la realizzazione delle opere di compensazione verso il Comune e tutto il resto?
Nulla di realmente concreto. Ci ha poi sorpreso che proprio all’interno dell’accordo è scritta la possibilità che il progetto Metinvest non si realizzi ed ancora di più ci ha sorpreso che in questo caso è affermato nero su bianco che sarà riaffidata a Jindal l’intera area industriale e tutti i lavoratori, compresi gli attuali 800 cassaintegrati(Art.3 par.4 )!
Per fare cosa lo dirà Jindal che farà il miracolo di presentare un nuovo piano industriale capace di dare lavoro a 1200 lavoratori, il tutto porterà da un Addendum da aggiungere a questo ultimo Accordo entro il Dicembre 2028 ! Ai miracoli non crediamo. Ci consegnano ancora all’inaffidabile Jindal?
Questo per noi porterà nel futuro ad un licenziamento certo dei lavoratori, solo lo Stato riprendendo le acciaierie con un proprio progetto potrebbe darci un futuro. Nel nuovo Accordo è scritto (Art.4 par.4) che per l’investimento del revamping del treno rotaie pari a 148,2 milioni di euro gli azionisti metteranno 20 milioni! Ed il resto le banche e lo Stato!
Lo Stato ci metterà più soldi di Jindal, previsti ad oggi già circa 33 milioni (Art.4 par.5)! All’interno del nuovo Accordo il destino della GSI è completamente ignorato, mentre quello di Piombino Logistic è molto incerto. Rammentiamo inoltre che l’Accodo Quadro fa parte integrante dell’Accordo di Programma e come indipendentemente da tutto vada immediatamente rivisto: non vi troviamo ne le uscite volontarie incentivate ne i necessari prepensionamenti ma soprattutto vi si afferma che 500 lavoratori attivi rimarranno con Jindal e gli altri 800 passeranno a Metinvest.
Ma i lavoratori attivi con Jindal non sono solo 500 si sono dimenticati in modo assurdo i circa 170 lavoratori di Piombino Logistic e GSI! Come hanno fatto anche i Sindacati a firmare tale Accordo? Oppure anche Piombino Logistic e GSI dovranno sparire ed i lavoratoti passare tra gli “inattivi”? Appena saranno messi a disposizione gli Allegati torneremo con una analisi completa del nuovo AdP JSW 2026. Ma già oggi il nostro giudizio è negativo.
Basta prese in giro e parole scritte sulla sabbia. Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che Jindal va cacciato e che il rilancio delle acciaierie passa necessariamente da un impegno diretto dello Stato ma non come bancomat per le multinazionali! Purtroppo invece c’è chi oggi pensa a Jindal come possibile socio del progetto Metinvest.
Su quali basi non è difficile capirlo se più che al futuro dell’industria si pensi a mandarla per le lunghe dando ad altri nel futuro il compito di affrontare la catastrofe totale, catastrofe che lasciando tutto in mano alle multinazionali presto arriverà come succede a Taranto.
Le acciaierie di Piombino unico produttore di rotaie in Italia per un futuro possibile dovrebbero sotto controllo diretto dello Stato divenire lo stabilimento di riferimento per le Ferrovie statali. Le produzioni potrebbero ampliarsi dalle rotaie a tutto il materiale utilizzato nel settore ferroviario.
Acciaio si ma non per le armi.
Coordinamento Art.1-Camping CIG

