PIOMBINO – Mostra fotografica “Nel ventre della fabbrica”
Installazione artistica di installazione artistica curata da Pino Bertelli, Stefano Fontana, Agostino Carpo e Pier Paolo Bertelli
4 ottobre – 1° novembre
Museo archeologico del Territorio di Populonia – Piombino
Inaugura domenica 4 ottobre alle ore 17:30 al Museo archeologico di Piombino, la mostra fotografica “Nel ventre della fabbrica”, una installazione artistica curata da Pino Bertelli, Stefano Fontana, Agostino Carpo e Pier Paolo Bertelli che, attraverso le fotografie di Bertelli, documenta gli ultimi anni degli spazi interni ed esterni delle acciaierie di Piombino.
La mostra, realizzata con il contributo e il patrocinio del Comune di Piombino e in collaborazione con Parchi Val di Cornia, presenta 20 opere fotografiche inedite di Pino Bertelli, scattate nel corso di un decennio, un racconto per immagini delle strutture e dei luoghi della fabbrica ormai in dismissione.
La scelta del Museo Archeologico di Piombino come spazio per l’installazione è stata parte fondante del lavoro artistico realizzato dal gruppo dei curatori: le immagini in grande formato, insieme ad altri momenti immersivi disseminati nel percorso, diventano per l’occasione parte integrante dell’esposizione permanente: i reperti conservati dialogano naturalmente con le immagini della fabbrica creando un filo conduttore storico, sociale e materiale costituito dalla storia del ferro nel territorio di Piombino.
La scelta curatoriale di contaminare le sale del museo è evidentemente un rimando alla presenza costante della lavorazione del ferro nel nostro territorio e, in un museo, conservazione materiale, testimonianza e arte si confondono e rimangono contemporanei. L’allestimento, dunque, si integra con i reperti museali suggerendo un ciclo: solo l’ultimo episodio della storia di un territorio che rilegge continuamente il proprio passato per cercare il suo futuro.
“Ci sono opere che documentano un luogo e opere che ne interrogano la coscienza. Nel ventre della fabbrica di Pino Bertelli appartiene a questa seconda categoria. Le sue fotografie non si limitano a restituire ciò che resta di un universo industriale: ne raccolgono il respiro, la fatica, le ferite, la grandezza e l’ambiguità. In esse Piombino si riconosce e, insieme, è costretta a guardarsi senza indulgenza” dichiarano Francesco Ferrari, Sindaco di Piombino e Satya Ferraris, Assessore alla Cultura, Turismo ed Eventi.
“Questa mostra rappresenta un’importante occasione per raccontare una parte significativa della storia di Piombino e del suo legame con il ferro e l’industria. Il dialogo tra le immagini delle acciaierie e le testimonianze archeologiche conservate nel Museo crea un interessante ponte tra passato e presente e offre nuovi spunti di riflessione sulla storia e sulle trasformazioni del nostro territorio. Siamo lieti di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto e di accogliere al Museo un’iniziativa capace di coinvolgere il pubblico attraverso linguaggi e prospettive diverse” dichiara Luca Ardenghi Amministratore Unico di Parchi Val di Cornia.
“Il Museo archeologico, nato per custodire le testimonianze archeologiche di Populonia, città etrusca del ferro, è oggi un luogo vivo di partecipazione, di dialogo tra discipline, di formazione. Un luogo che ha l’ambizione di stimolare la riflessione sul tempo che stiamo vivendo e sul futuro che vorremmo” dichiara Marta Coccoluto, Responsabile del Museo archeologico “Ospitare questa mostra va in questa direzione, attraverso il dialogo tra l’archeologia dell’antico passato e l’archeologia industriale delle acciaierie di Piombino”.
“Le bellissime foto di Pino Bertelli dialogano con i reperti archeologici del museo e ci consentono di riconnettere la storia millenaria di questo territorio, consegnandoci le immagini dell’ennesima, imponente, trasformazione con la quale siamo chiamati a confrontarci. Oggi la dismissione degli imponenti impianti industriali siderurgici di Piombino ci consegna un patrimonio storico-identitario che può avere destini opposti: quello della demolizione destinata ad alimentare il mercato del “rottame” o quello del recupero e della rigenerazione in chiave storico-culturale basata su valori endogeni quali paesaggio memoria e identità” dichiara Silvia Guideri, Direttrice Scientifica di Parchi Val di Cornia
Il percorso di visita si completa con un filmato di Stefano Fontana sulla demolizione dell’AFO1, un’opera realizzata a quattro mani da Fontana e Carpo dal titolo “No Time To Sit”, sul tema sull’urgenza di agire, e con altri interventi site specific, di cui uno realizzato nello spazio dedicato alla ricostruzione dei forni di epoca etrusca, in dialogo con i luoghi contemporanei dell’acciaieria in un nuovo allestimento permanente.
Nell’occasione della mostra, è stato curato e edito un “Libro d’Arte”, un’opera nell’opera sul lavoro fotografico, che presenta l’intero corpus fotografico di cui quanto esposto al Museo è una selezione significativa. Il volume, tirato in 100copie numerate e firmate da Pino Bertelli, sarà disponibile per tutto il periodo della mostra.
Sono inoltre previsti eventi collaterali alla mostra, che si terranno al Museo archeologico e vedranno la partecipazione di critici e storici di arte contemporanea e di fotografia
La mostra sarà visitabile fino al 1° novembre, in orario di apertura del Museo: dal martedì al giovedì dalle 10:00 alle 14:00 e dal venerdì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00.
In occasione del vernissage il Museo sarà aperto fino alle ore 20:00.

