I dubbi su Jsw, ma anche su Metinvest

PIOMBINO – COMUNICATO STAMPA

In queste settimane, si moltiplicano autorevoli dichiarazioni istituzionali, di forze politiche e altri, le quali sollevano dubbi non solo su Jsw, ma anche su Metinvest, per lungo tempo da quasi tutti magnificato come il salvatore della patria.

Non mancano peraltro avvocati difensori, i quali allo Stato assegnano soltanto la mera regia, non già l’indispensabile ruolo di comando, viste le enormi risorse pubbliche investite.

Il Camping CIG registra con attenzione queste novità, giacché da anni solleva obiezioni e prospetta alternative, quasi sempre in solitudine: se tali dubbi basati sull’analisi dei documenti e dei fatti sono stati espressi per anni dalla nostra piccola associazione operaia di base, come mai quasi nessun sindacato, partito maggioritario, istituzione li ha sollevati in precedenza ed è continuata invece la solita, corale, ingannevole narrazione felice?

Oggi il disastro delle acciaierie Jsw è sotto gli occhi di tutti, visto che l’azienda è totalmente inadempiente: a quanto pare, secondo voci che circolano, Jsw senza vergogna avrebbe ammesso addirittura di non aver predisposto alcun cronoprogramma. Metinvest è in pesante ritardo e candidamente rivela che i soldi non bastano, nonostante le ingenti risorse messe a disposizione dallo Stato, e si mette in caccia di un ulteriore investitore, con tanti saluti a quanto previsto dall’Accordo di Programma del 2025.

In vista del prossimo, ennesimo incontro di settembre al Mimit, il Camping CIG ribadisce che, in questo scenario allarmante, innanzi tutto le organizzazioni sindacali hanno il dovere di far decidere ai lavoratori convocandone l’assemblea prima dell’incontro al Mimit, per definire quali obbiettivi mettere sul tavolo del ministero; non ci si può accontentare della ennesima proroga della cig al 2027.

Il Camping CIG ribadisce che l’unica soluzione realistica è cacciare subito l’inaffidabile Jsw. Lo Stato si riprenda la proprietà dell’intero stabilimento, con un progetto per produrre acciaio e rotaie, attivare nuovi treni di laminazione per ampliare la produzione nel e oltre il settore ferroviario.

E lo faccia nel quadro del Piano nazionale della siderurgia, sempre rinviato dal governo per non disturbare i grandi gruppi economici, piano di cui Taranto e Piombino sono capitoli decisivi. Comunque, per i prevedibili esuberi vanno messi in campo prepensionamenti e uscite volontarie incentivate. In ogni caso, non riconsegnare assolutamente i dipendenti inattivi a Jsw, ciò significherebbe licenziamenti certi nell’omertà di istituzioni e sindacati; essi devono essere invece riassorbiti nel progetto dello Stato.

A quanti stanno esprimendo dubbi, legittimi benché tardivi, chiediamo coerenza nel trarne le conclusioni, per cambiare strada, finalmente: centralità dello Stato, stop deleghe alle multinazionali di turno, mobilitazione non episodica dei lavoratori e della città.
Acciao sì, ma non per la guerra.

Coordinamento Art.1-Camping CIG