PIOMBINO – Sul servizio idrico è necessario fare chiarezza, a partire da un dato semplice: il Comune di Piombino non governa ASA e non ne determina autonomamente le scelte.
Piombino detiene il 4,747% del capitale sociale. Una partecipazione che consente al Comune di prendere parte alla vita societaria, ma che non attribuisce alcun peso determinante nelle scelte di governance né consente di eleggere o nominare autonomamente alcuna figura all’interno degli organi di ASA. Qualunque indicazione si inserisce infatti nel più ampio equilibrio tra i soci pubblici e passa attraverso i meccanismi previsti dalla governance societaria. In altre parole, Piombino non ha il potere di scegliere da solo chi siede negli organi della società, né tantomeno di determinarne la gestione.
ASA ha infatti una governance precisa: l’Assemblea dei soci nomina il Consiglio di Sorveglianza, che a sua volta nomina il Consiglio di Gestione, organo al quale spetta la gestione della società. Anche il rappresentante indicato dal territorio non è una nomina autonoma del Comune, ma si inserisce nel più ampio meccanismo di rappresentanza dei soci pubblici.
Attribuire quindi all’Amministrazione comunale la possibilità di decidere direttamente investimenti, interventi, risorse e strategie di ASA significa confondere il ruolo di socio con quello di gestore e, francamente, dimostrare scarsa dimestichezza con il diritto societario.
Questo non ha impedito al Comune di andare ben oltre le proprie prerogative formali. Di fronte alle criticità idriche che hanno colpito Piombino, l’Amministrazione ha esercitato in ogni sede possibile pressione politica e istituzionale, chiedendo interventi, risposte, investimenti e tempi certi.
Continueremo a farlo con determinazione, perché difendere gli interessi dei cittadini è il nostro compito. Ma è altrettanto doveroso distinguere tra ciò che il Comune può pretendere politicamente da ASA e ciò che, giuridicamente e societariamente, può decidere.
Lista Ferrari Sindaco

