Jsw: “I lavoratori non sono stati messi in sicurezza!“

PIOMBINO – COMUNICATO STAMPA

Ci troviamo d’accordo con chi tra i Sindacati (UILM) ha condannato non solo il metodo con cui varie istituzioni hanno firmato l’AdP con Jindal ma anche nella critica di merito: i lavoratori non sono stati messi in sicurezza! Ma non basterà dare la colpa ai politici se tutto andrà male.

E’ necessario compiere una operazione verità con i lavoratori, mettere in evidenza cosa si prospetta per il futuro, un disastro per noi, e organizzare una fortissima mobilitazione per salvare l’industria siderurgica Piombinese.

Non abbiamo fatto un passo in avanti, come affermano Urso, Ferrari e Giani. Giudizio positivo incredibilmente ed imprudentemente condiviso da alcuni Sindacati, giudizio dato da parte loro senza avere nemmeno letto il testo integrale firmato dalle istituzioni, scandaloso! Le istituzioni guidate da Fratelli d’Italia (Governo e Comune) e dal PD (Regione) pur sapendo che Jindal è del tutto inaffidabile firmano un nuovo AdP, dandogli ancora credito, garantendogli finanziamenti ed aiuti di ogni tipo! Inoltre pur riconoscendo le difficoltà enormi in cui si dibatte il progetto Metinvest, non pretendono una verifica approfondita ed immediata e sono disposti ad aspettare fino al 2027 per capire se realmente il progetto andrà avanti! Per noi era possibile capire i problemi strutturali che ne avrebbero potuto impedire lo sviluppo fin dal 2024, lo denunciammo inascoltati.

Oggi il Presidente della Regione in una intervista afferma di avere comunque messo in sicurezza i lavoratori dicendo che se nel 2027 Metinvest si ferma ci penserà Jindal a trovare un piano industriale (ma quale?) per tenere tutti occupati! Il nostro destino non è per nulla sicuro perché rimesso di nuovo nelle mani inaffidabili di Jindal, almeno 800 lavoratori saranno a rischio licenziamento!

La prima cosa da fare era dichiarare che l’Accordo Quadro firmato era da considerarsi decaduto visto che dopo un anno Jindal e Metinvest di concreto non hanno fatto nulla, visto che era da rivedere non prevedendo ne prepensionamenti ne uscite volontarie incentivate, visto che non garantiva un posto di lavoro per tutti ma solo un colloquio per verificare la possibilità di lavorare con Metinvest.

Accordo Quadro riformulato che in realtà per avere un senso, lo sottolineiamo, doveva precedere qualsiasi Accordo di Programma! Oggi più che mai dovrebbe essere chiaro a tutti che l’unico modo per mettere in sicurezza i lavoratori e rilanciare l’industria siderurgica sarebbe a Piombino come a Taranto la nazionalizzazione.

Nessuno vuole fare una lotta per imporre questa scelta al governo. Ma allora per lo meno cerchiamo di mettere un poco più in sicurezza i lavoratori! Le proposte unitarie FIM-FIOM-UILM comparse sui giornali pochi giorni fa e poi scomparse diventino reali obbiettivi di lotta, le rammentiamo: qualora Jindal non rispetti gli accordi siano previste forti penali e clausole rescissorie e visto che lo Stato finanzierà in modo diretto ed indiretto qualsiasi progetto industriale lo Stato entri nel Consiglio di Amministrazione!

Se lo Stato mette i soldi noi lo diciamo da anni deve entrare nella società in posizione di comando, come da anni chiediamo che negli Accordi vi siano penalità e clausole rescissorie per le multinazionali inadempienti, non è mai accaduto! Solo l’entrata dello Stato del CdA potrebbe dare la garanzia che i soldi pubblici investiti serviranno realmente ad un piano industriale capace di dare occupazione e profitti.

E se Metinvest insieme a Jindal nel 2027 avranno confermato le loro scarse capacità per noi lo Stato dovrebbe fin da oggi impegnarsi a guidare con un vero piano industriale la rinascita della siderurgia a Piombino, tale impegno dovrebbe essere inserito insieme alle altre richieste nell’Accordo Quadro.

L’operazione verità dovrà poi avere come primo punto la massima pubblicizzazione dell’AdP per poterne valutare subito, prima delle assemblee, i contenuti e mettere in condizione i lavoratori e la città di esprimere un proprio giudizio. Per questo chiediamo al Sindaco e al Presidente della Regione di pubblicarlo immediatamente nelle rispettive pagine web istituzionali.

Vogliamo tornare a produrre acciaio ma non per le armi.

Coordinamento Art.1-Camping CIG