PIOMBINO – COMUNICATO STAMPA
Per la Magona la situazione sembra migliorata: il fallimento è scongiurato e lo stabilimento passerà sotto il controllo di Trasteel.
Al solito i politici cantano vittoria, mentre per noi è più che mai necessaria la massima attenzione per verificare la solidità del gruppo svizzero, il piano industriale proposto, i livelli occupazionali previsti, ecc.
Le acciaierie invece, nonostante i sorrisi scambiati nell’incontro di Piombino tra Giani, Ferrari e Urso, sono ad un passo dal fallimento, il progetto Metinvest è fermo e la sua realizzazione incerta come dimostra la necessità di trovare un altro nuovo socio, grave campanello di allarme: Metinvest mancano almeno più di 200 milioni.
E poi ci sono problemi di tipo tecnico, ambientale, logistico, finanziario, di approvvigionamento (preridotto, rottami, acqua, ecc.), energetici, internazionali legati alla guerra in Ucraina: altro che procedure burocratiche da velocizzare affidandole ai commissari!
Non sarà certo la nomina di Ferrari e Giani a Commissari che potrà risolvere i problemi strutturali di tale progetto. I sindacati chiedono giustamente di tutelare l’occupazione di tutti i lavoratori attualmente in forza a JSW, Piombino Logistics e Gsi. Bene!
Le Istituzioni si sono affrettate a dare loro ragione, dimenticandosi che, se oggi questi posti di lavoro sono a rischio, una delle cause è stato il memorandum che esse hanno firmato nel 2024! Memorandum che lasciava mano libera a Jindal di ridurre a 400 i lavorativi attivi e non dava nessuna certezza agli altri 800 inattivi in cassa integrazione, legati al progetto Metinvest!
Dopo avere analizzato il progetto Metinvest, il Camping CIG ne mise in evidenza, inascoltato, le moltissime criticità che sono oggi sotto gli occhi di tutti. Al Memorandum è seguito l’Accordo di Programma con Metinvest Adria e l’Accordo Quadro sindacale.
Tali accordi già oggi sono stati disattesi da Metinvest e dalle parti Pubbliche: vedi ritardo di circa nove mesi rispetto al cronoprogramma; Metinvest è già inadempiente; i finanziamenti statali sono inferiori a quanto previsto, ecc. I Sindacati devono rivedere l’Accordo Quadro per garantire che la maggiore parte dei lavoratori passino realmente a Metinvest, qualora l’incerto progetto si realizzasse, e per chi non potrà entrarvi si prevedano uscite volontarie incentivate e prepensionamenti.
I sindacati tutti denunciano l’inaffidabilità di Jindal e la necessità di trovare un altro imprenditore che realmente voglia rilanciare le acciaierie: per quale motivo Urso, Ferrari, Giani sono ancora disposti a trattare e finanziare Jindal? Pur accettando sciaguratamente che le istituzioni trattino ancora con Jindal, i Sindacati fanno tuttavia una proposta importante: visto che Invitalia finanzierà buona parte del progetto di JSW, lo Stato deve entrare nel Consiglio di Amministrazione per controllare che questi soldi pubblici servano realmente a rilanciare lo stabilimento e non agli interessi di Jindal e che all’interno dell’Accordo vi devono essere precisi vincoli e clausole rescissorie per costringere Jindal a mantenere le promesse sottoscritte, a differenza del passato.
Altrettanto per noi deve essere fatto, qualora il progetto andasse avanti, per l’Accordo Metinvest, comunque da rivedere. Chiediamo che queste proposte diventino iniziative di lotta, clausole da inserire negli Accordi per non restare solo frasi sul giornale (come successo per la società di scopo) e tali proposte dovrebbero essere inserite anche all’interno della piattaforma dello sciopero del 9 luglio indetto da CGIL, CISL, UIL per i problemi di tutta l’industria Toscana.
Per noi comunque l’unica strada sicura per tornare a produrre e lavorare acciaio pulito di qualità resta quella di cacciare Jindal e che lo Stato si riprenda l’intero stabilimento, nazionalizzandolo, facendone un punto di riferimento per le Ferrovie Statali e non solo. Da questa posizione di comando, potrebbe confrontarsi con il progetto Metinvest per valutarne la fattibilità all’interno di un Piano nazionale della siderurgia.
A Taranto i sindacati tutti parlano di nazionalizzazione come unica realistica soluzione: a Piombino talvolta alcuni lo accennano timidamente e non è divenuto un obbiettivo di lotta da proporre ai lavoratori! Perché? Infine, Urso ci ha sorpreso nominando non uno, ma due commissari, ma a Piombino Ferrari e Giani hanno già dato cattiva prova di sé ; e a proposito di Urso, vediamo cosa ha combinato a Taranto! Vogliamo tornare a produrre acciaio ma non per la guerra.
Coordinamento Art.1-Camping CIG

