Energie rinnovabili: replica alla sindaca di Suvereto

SUVERETO – REPLICA AD UNA FALSA CHIAREZZA: LE VERITÀ MANCANTI

La Sindaca nega i collegamenti dei progetti SA.CO.I.3  e  l’invasione degli impianti di energie rinnovabili, ma ora si affretta  a chiedere  alla Regione anche una cabina di regia con TERNA.
Quando il protagonismo e l’ambizione prevalgono sul senso delle istituzioni, si rischia di perdere di vista il compito principale di un sindaco: amministrare nell’interesse della comunità, con equilibrio, responsabilità e capacità di ascolto.
Di fronte a temi complessi e a interrogativi legittimi su scelte del recente passato, la risposta sembra essere quella di cercare altri bersagli, anziché affrontare le questioni sollevate.
Questa volta il riferimento arriva addirittura alla “preistoria”, riportando il dibattito a oltre sessant’anni fa, quando nacque la stazione elettrica di Suvereto, quando in oltre mezzo secolo il territorio di Suvereto è profondamente cambiato, grazie alle scelte, agli investimenti e allo sviluppo che hanno trasformato il suo tessuto economico, agricolo, turistico e paesaggistico.
È questa realtà che oggi un’amministrazione è chiamata a governare. Governare significa comprendere le trasformazioni in atto, coglierne le opportunità ma anche valutarne attentamente i rischi, senza inseguire compensazioni immediate o annunci destinati più alla comunicazione che alla programmazione.
Amministrare non significa affidarsi ai social network, agli slogan o alle fotografie di circostanza. Significa studiare i dossier, costruire rapporti istituzionali solidi, ascoltare le diverse posizioni e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.
Chi governa può certamente sbagliare. Fa parte dell’attività amministrativa. Ma riconoscere un errore, accettare il confronto e fare tesoro delle critiche rappresenta un punto di forza delle istituzioni, non una debolezza.
La sindaca sostiene che non esista alcun collegamento tra i progetti SACOI 3 e la concentrazione delle richieste di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo (BESS) nell’area di Suvereto.
Una tesi che appare difficilmente sostenibile alla luce della stessa documentazione ufficiale di Terna.
SA.CO.I. 3 ed ora anche il progetto  Tyrrhenian Link, non sono stati progettati esclusivamente per autorizzare gli impianti previsti a Suvereto, questo è chiaro, ma senz’altro tali infrastrutture fanno parte della medesima strategia nazionale di trasformazione del sistema elettrico, che ha l’obiettivo di rendere possibile la crescita delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo.
Lo afferma la stessa Terna nei suoi Piani di Sviluppo della Rete, che erano bene noti già a gennaio 2020 e dove esplicitamemte Terna afferma che il SA.CO.I. 3 non rappresenta soltanto un ammodernamento del collegamento Sardegna-Corsica-Toscana, ma un’infrastruttura destinata ad aumentare affidabilità, resilienza e capacità della rete nazionale, proprio per consentire una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili.
Lo stesso vale per il Tyrrhenian Link, definito da Terna una vera e propria “autostrada elettrica” capace di trasferire l’energia prodotta nelle aree dove cresceranno maggiormente gli impianti rinnovabili verso i territori dove la domanda energetica è più elevata.
Negare che queste opere siano funzionali allo sviluppo delle energie rinnovabili significa ignorare quanto dichiarato dalla stessa società che le realizza.
Anche la concentrazione dei sistemi di accumulo (BESS) nei pressi della stazione Terna di Suvereto non rappresenta una casualità: vengono localizzati preferibilmente vicino alle stazioni della rete di trasmissione nazionale perché è proprio in quei punti che possono essere collegati in alta tensione e fornire i servizi necessari alla stabilità del sistema elettrico.
La presenza di una grande stazione Terna, oggetto di importanti investimenti di ammodermamento, costituisce quindi un naturale fattore di attrazione per gli investimenti.
Perché così tanta energia della Sindaca nel negarlo?
Terna, inoltre, oltre a essere il gestore della rete nazionale, è una società quotata in Borsa che investe miliardi di euro nello sviluppo delle infrastrutture necessarie alla transizione energetica.
È evidente, quindi, che l’espansione della rete rappresenta contemporaneamente sia una missione pubblica che un’importante attività industriale.
Le nuove infrastrutture consentono la crescita degli impianti e, allo stesso tempo, la crescita degli impianti rende necessarie nuove infrastrutture: un rapporto strutturale e bidirezionale riconosciuto dagli stessi documenti ufficiali di Terna, che già al tempo dell’approvazione delle delibere sul SA.CO.I. 3 avrebbero dovuto sollecitare un comportamento molto più prudenziale dell’amministrazione comunale.
Non lo si è fatto, ammettiamolo con senso di responsabilità e non cerchiamo  giustificazioni sostenendo che quel progetto non influisce sull’attuale proliferazione di impianti di energie rinnovabili sul territorio, perché questa è pura negazione dell’evidenza, accompagnata poi da una reazione assolutamente scomposta, ovvero quella di attaccare l’allora opposizione di Uniamo Suvereto perché al momento della deliberazione sul protocollo e sul  testo di accordo con Terna  sulle compensazioni per il SA.CO.I. 3 abbandono’ il consiglio.
Se la memoria non aiuta per fortuna sono gli atti che testimoniano gli eventi ed in questo caso basta leggere la delibera del gennaio 2020 per comprendere come la ricostruzione fornita dalla sindaca sui motivi dell’abbandono dell’aula da parte della minoranza è stata volutamente semplificata.
Vero è che prima del Consiglio comunale del gennaio 2020, si svolse una Commissione consiliare durante la quale Uniamo Suvereto presentò numerose osservazioni scritte.
Nel corso di quella  Commissione, i rappresentanti di Terna, che erano presenti, si impegnarono a trasmettere per scritto delle risposte puntuali e ciò prima della seduta del Consiglio comunale.
Quel documento, tuttavia, non fu mai inviato ai consiglieri di minoranza ed, anzi per gli stessi, era Terna a non averlo fornito, tanto che nel corso della discussione ne veniva rimarcata la mancanza, quale elemento necessario per una completa ed esaustiva deliberazione.
Solo al termine della discussione da parte dei consiglieri, la sindaca, intervenendo a chiusura e dopo averlo sottratto per tutta la durata del dibattito alla conoscenza del Consiglio, comunico’ di essere in possesso di quel documento.
A ciò si aggiunse anche  la presentazione da parte della maggioranza di un emendamento, predisposto in violazione del regolamento, e contenente alcune di quelle proposte di modifica alla convenzione, avanzate proprio da Uniamo Suvereto.
L’abbandono dell’aula fu quindi una scelta motivata da gravi violazioni delle regole consiliari, della trasparenza e della correttezza istituzionale.
Si trattò di una gestione, difficilmente giustificabile se non in termini di agevolare l’approvazione di quella delibera, che impedì ai consiglieri di minoranza di esprimere un voto pienamente informato e consapevole, su un tema che meritava tutti gli approfondimenti del caso.
Colpisce, comunque, che la Sindaca alla fine chieda l’istituzione di una cabina di regia con Terna.
È una richiesta che dimostra come il problema esista e come il confronto istituzionale fosse necessario fin dall’inizio.
Se una cabina di regia serve oggi, era evidente che servisse anche ieri.
Quanto all’appello alla Regione, anche noi chiediamo alla Regione Toscana e a tutte le istituzioni competenti, di fare piena chiarezza sulla pianificazione delle energie rinnovabili.
Per troppo tempo la politica nazionale e regionale ha affrontato questo tema in maniera frammentaria, senza definire un quadro organico capace di conciliare gli obiettivi della transizione energetica con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura, dell’economia locale e delle comunità.
La transizione energetica è una sfida che nessuno mette in discussione.
Proprio per questo necessita di una pianificazione seria, trasparente e condivisa, capace di individuare dove gli impianti possano essere realizzati, dove invece debbano prevalere altri interessi pubblici.
ASSOCIAZIONE UNIAMO SUVERETO