PIOMBINO – COMUNICATO STAMPA
Nel concludere l’assemblea al Centro Giovani del 29 maggio, Paolo Cappelli (Fim-Cisl) ha accusato Paolo Francini (Camping CIG) di mentire quando afferma che non c’è certezza che tutti gli 800 inattivi del bacino a cui attingerà Metinvest, ad oggi ancora dipendenti Jsw in cig, saranno assunti da Metinvest Adria, ammesso e non concesso che tale progetto vada avanti, nonostante i numerosi ritardi accumulati.
Non si è capito se Cappelli, parlando di “inserimento di tutti i lavoratori”, si appellasse all’Accordo di programma con Jindal del 2018, ampiamente superato dal Memorandum del 2024 e dall’ Accordo quadro sindacale del 2025 con Metinvest; oppure si riferisse all’art. 5 del citato Accordo quadro sindacale, parte integrante dell’Accordo di programma del luglio 2025 con Metinvest.
Il Camping CIG si domanda però che cosa significhi allora l’art. 3 del medesimo Accordo quadro sindacale del 2025 firmato da Fim Fiom Uilm Uglm Usb, dove l’azienda prevede di sottoporre l’intero bacino degli inattivi a colloquio (risultano oltre 300 colloqui già effettuati), “per valutarne il grado di occupabilità”: che cosa può mai significare questa formula, se non che l’azienda in seno al bacino assumerà chi riterrà sufficientemente “occupabile”?
Davvero non corrisponde alla prevedibile realtà ritenere che, a suo insindacabile giudizio, l’azienda intenda valutare chi sia in grado di essere occupato in uno stabilimento altamente tecnologico, del tutto diverso dalle vecchie acciaierie, e chi no? Tanto più che, a differenza del passato, Metinvest non subentra nella proprietà delle acciaierie esistenti come le precedenti multinazionali, bensì intenderebbe costruire una nuova acciaieria, se mai la realizzerà: non è quindi previsto il passaggio diretto dei lavoratori alle dipendenze di Metinvest.
E’ evidente altresì il disappunto dei dirigenti sindacali, i quali si autodefiniscono tifosi di Metinvest al pari delle istituzioni: a parte il Sindaco Ferrari, i rappresentanti istituzionali e politici, invitati e invocati più volte, hanno colpevolmente snobbato l’assemblea e i lavoratori, i quali peraltro non erano presenti in massa.
E’ evidente anche che la megamobilitazione preannunciata si riduce malinconicamente al preavviso di un presidio alla Regione, a Firenze: ma è arrivata la convocazione in Regione e pure di quella modesta mobilitazione sembra non si parli più…; invocare convocazioni sembra essere infatti l’inconcludente priorità dei sindacati.
Il Camping CIG propone ai sindacati e ai lavoratori, ai giovani, a tutta la cittadinanza, di costruire una mobilitazione comune per una vertenza generale in nome del lavoro degno per tutti. Non deve essere un obbiettivo della piattaforma sindacale che lo Stato finanzi le multinazionali.
Lo Stato si riprenda invece l’intero stabilimento, cacciando Jindal, per produrre rotaie, vergella, sfere eccetera. Da questa posizione di forza si confronti con il progetto Metinvest, per verificarne fattibilità occupazionale, tecnica e ambientale.
Per gli esuberi, comunque prevedibili, incentivi alle dimissioni e prepensionamenti. Stesso percorso di intervento pubblico per la Magona. Una vertenza generale per il lavoro degno; per l’ospedale pubblico; contro il rigassificatore per liberare il porto da Snam e traffico di armi; per le bonifiche e nuovi posti di lavoro, nell’ agricoltura e nel turismo, rispettosi dell’ambiente. Vogliamo tornare a colare acciaio per produrre rotaie, mai armi.
Coordinamento Art.1-Camping CIG

