“Biglietti per Piombino”: Il nostro stadio

Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.


Il nostro stadio

Sul mare, il nostro stadio.  
Passa una nave lenta,
e lui resta lì, con Cerboli negli occhi  
come una cartolina ingiallita sullo sfondo.

Il nostro stadio dove la vegetazione cresce selvaggia,  
dove le erbacce infestanti si prendono i gradoni,  
dove il boschetto di pitosforo conquista la gradinata  
e i pini marittimi superstiti fanno ancora la guardia.

Lo vedi dai palazzi di via Regina Margherita:  
si sforza di rifarsi il trucco,  
ma è verde, ancora per poco.  
Un’orrenda impalcatura lo tiene in piedi,  
rosa nel deserto, si sbriciola tra le mani.

Il nostro stadio e la sua curva in disarmo,  
con un impianto di illuminazione anni Settanta  
che tremola come un ricordo.  
Ha un camposanto alle spalle  
e lacrima sogni del passato.

Rosso mattone, verde smeraldo, terra bruciata.
Ha vissuto giorni di gloria,  
ho visto correre campioni su quel prato.  
Ora è silenzioso nelle sere di maggio,  
stremato, come sempre.

Il nostro stadio: rimpianto e decadenza.  
Avrebbe bisogno di cure, di affetto.  
Il nostro stadio che respira piano  
e ogni sera annega un po’ di più
nel suo mare di silenzio.