PIOMBINO – Comunicato stampa
La stampa del 15 Maggio riporta da una parte il Sindaco che si congratula con il Governo che sta facendo fare passi avanti al progetto di rilancio del polo industriale di Piombino, JSW e Magona compresi.
E dall’altra FIM FIOM UIL che denunciano: per le industrie Piombinesi non vi sono passi in avanti, siamo al dramma! Così i Sindacati annunciano una forte mobilitazione con il coinvolgimento dell’intera città.
Hanno ragione i Sindacati: non un solo punto del cronoprogramma Metinvest si è completamente realizzato; Jindal, che è in corsa per Taranto, sta strizzando fino all’osso le acciaierie per fare gli ultimi profitti mentre dopo avere chiuso vari reparti abbandona la fabbrica al degrado e ai furti mettendo a rischio anche l’incolumità dei lavoratori; la Magona è nelle mani dei creditori e la vendita è bloccata. Oggi queste fabbriche sono ferme. Come Camping CIG diciamo da tempo che saremmo arrivati a questo! Quello che ci lascia sconcertati non è la denuncia tardiva dei Sindacati.
Quel che ci sorprende è la loro mancanza di proposte, continuano a sollecitare istituzioni e politica a fare in fondo quello che hanno sempre fatto: mettere al centro del nostro sviluppo una nuova multinazionale a cui concedere di tutto nella speranza che l’ultima sia meglio di quella precedente!
Una strada che si è dimostrata fallimentare qui come in tutta Italia. Allora anche la linea sindacale sbagliata e subalterna a tale logica ci ha portato al disastro attuale: ci vuole l’autocritica.
Come non ricordare che il memorandum del 2024 messo su da istituzioni e politica fu salutato come salvifico anche dai Sindacati! Per il Camping Cig a Piombino come a Taranto la crisi dell’industria dell’acciaio potrà avere una soluzione positiva solo se lo Stato ne assume la direzione all’interno di un Piano Industriale Nazionale.
L’inaffidabile Jindal che non ha mantenuto una sola promessa dell’Accordo firmato nel 2018 può e deve essere cacciato! Lo Stato si riprenda l’intero stabilimento per rilanciarne la produzione di rotaie, vergella, sfere, ecc. e colare acciaio, da questa posizione si confronti con il progetto Metinvest per verificarne fattibilità tecnica ed ambientale e la convenienza economica come fino ad oggi non è stato realmente fatto.
Qualsiasi progetto, ripetiamo, deve essere comunque verificato all’interno di una strategia Nazionale. Se solo non si ragionasse in modo subalterno al neoliberismo padronale, sarebbe del tutto evidente che il mezzo miliardo per la cassa integrazione speso dalla Stato in questi anni a Piombino poteva essere investito per il rilancio delle acciaierie poste sotto il suo controllo.
Lo stesso vale per la Magona per pareggiare i debiti metta i soldi lo Stato e rilevi lo stabilimento eventualmente insieme ad un socio affidabile per rilanciare la produzione prima che perda tutti i clienti, la manodopera e gli impianti. Anche in tale operazione lo Stato non perderebbe soldi ed in poco tempo ne avrebbe invece un guadagno.
In tali passaggi per garantire i lavoratori si attui un piano di prepensionamenti, uscite volontarie incentivate, e per i cassaintegrati si attui il progetto di utilizzo in lavori di pubblica necessità assunto all’unanimità dal Consiglio Comunale di Piombino. Basta essere succubi dell’ideologia liberista, abbandonata persino dall’Inghilterra che sta nazionalizzando la sua più importante acciaieria.
Del resto ormai tutti i Sindacati a Taranto realisticamente dicono che solo l’entrata dello Stato alla direzione dello stabilimento può salvarlo!
Se alla prossima manifestazione come dicono i Sindacati vogliamo accanto ai lavoratori dell’industria anche tutta la città per noi è necessario che ci facciamo partecipi di tutti i problemi che come cittadini stiamo vivendo dal problema dell’ospedale a quello del rigassificatore, dal mancato sviluppo del porto con il suo asservimento oltre che alla SNAM a quello del commercio delle armi, dalle mancate bonifiche alla tutela dell’ambiente per promuovere uno sviluppo sostenibile e diversificato.
La lotta per le fabbriche deve divenire parte di una vertenza generale per un piano di rinascita di Piombino. Vogliamo tornare a produrre acciaio ma non per le armi.
Coordinamento Articolo 1 Camping Cig

