Piombino: lettera sulla proroga del rigassificatore

PIOMBINO – Lettera sulla proroga del rigassificatore.

Al Presidente della Regione Toscana E. Giani

All’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana D. Barontini

Agli Assessori regionali

Ai Capi gruppo del Consiglio Regionale

OGGETTO: Proroga al rigassificatore di Piombino

Il decreto che ha disposto la proroga al rigassificatore di Piombino è stato convertito in legge.

Il rigassificatore Italis dunque potrà rimanere indisturbato nel nostro porto per chissà quanto tempo.

Nessuna verifica sulla tollerabilità del territorio, sugli aspetti ambientali e sanitari, sulle ripercussioni del mancato sviluppo delle attività portuali.

La Regione Toscana con i suoi rappresentati eletti per proteggere, valorizzare il territorio che cosa può fare per questa comunità?

Il Commissario Eugenio Giani che ha autorizzato per soli tre anni la permanenza del rigassificatore, che ha accordato l’intesa con lo Stato tramite una deliberazione della propria Giunta limitatamente al triennio, che ha legato l’intesa ad un memorandum mai realizzato, che ha promesso alla gente di Piombino che un impianto del genere se ne sarebbe andato nei tempi stabiliti, che cosa potrebbe o dovrebbe fare ora?

Noi pensiamo che per poter difendere il territorio di cui detiene la responsabilità il Presidente della regione Toscana dovrebbe rinunciare all’incarico di Commissario, dopo, potrebbe attivarsi per sollevare, tramite la propria Avvocatura, una questione di legittimità costituzionale direttamente alla Corte Costituzionale.

La Costituzione tutela il diritto dei cittadini a difendersi, il diritto alla buona amministrazione, alla imparzialità della stessa, alla tutela dell’ambiente, alla tutela dell’iniziativa economica che però non

deve essere in contrasto con la sicurezza, alla tutela delle competenze regionali… insomma questa legge approvata dal Parlamento con la quale si dispone la proroga ad un Impianto a Rischio di Incidente Rilevante riteniamo presenti aspetti di incostituzionalità.

Ci rivolgiamo al Commissario Giani perché si attivi giudizialmente, lo deve a questo territorio.

Tra l’altro intentare tale procedura giudiziaria permetterebbe al giudice di valutare la violazione di norme comunitarie e promuovere, se ne ravvisa gli estremi, azioni conseguenti presso Autorità Europee.

Ci rivolgiamo all’Assessore all’Ambiente, perché si adoperi in base alle proprie competenze.Ci rivolgiamo alla Giunta Regionale e al Consiglio Regionale perché la permanenza a Piombino del rigassificatore oltre il limite temporale viola la norma (art.5 decreto 50/2022) che dispone vi sia intesa Stato Regione per poter ospitare un impianto del genere.

L’appello è rivolto ai vari organi di Governo della Regione per un loro interessamento e per disporre azioni di competenza.

I territori non si difendono con parole o con slogan ma con azioni politiche e giudiziarie, tutte quelle previste dall’ordinamento, se si vuole essere credibili e ricevere la fiducia delle gente rappresentata.

Dopo l’incidente al deposito di GPL a Calenzano, il Presidente Giani insieme alle Autorità locali hanno disposto l’allontanamento di quell’impianto pericoloso sostenendo che attività simili non possono convivere con la vita delle persone, nelle vicinanze dei centri abiti, in ambiti antropizzati.

Purtroppo quella zona ha dovuto pagare un tributo grave con la vita delle persone, prima di essere attenzionata, prima di vedere spostare l’attività a Rischio di Incidente Rilevante altrove.

Chiediamo che il nostro territorio e la nostra gente non venga ulteriormente esposta a rischi del genere. Chiediamo rispetto.

Abbiamo più volte scritto al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’ambiente, al Presidente della Repubblica, mai nemmeno una risposta, una minima considerazione.

Siamo invisibili, eppure costretti a offrire il nostro territorio e la nostra sicurezza al servizio del Paese, un Paese le cui massime Istituzioni ci ignorano, arrivando persino a colpevolizzarci e dipingerci come incapaci di comprendere le esigenze energetiche nazionali.

Noi pensiamo che altre dovrebbero essere le scelte di programmazione energetica, indirizzate a favorire le fonti alternative al fossile, per ridurre la dipendenza dal Gas e per ridurre i costi dell’energia. Si preferisce invece questa strada ignorando i territori, la loro sicurezza e il loro futuro, scegliendo tra l’altro nel nostro caso, un sito del tutto inadeguato.

Ci aspettiamo che almeno i rappresentanti della Toscana non ci ignorino.

Comitato Salute Pubblica